CARLO MANZONI.
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CHE PIOGGIA DI SBERLE, BAMBOLA!
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1961. Rizzoli Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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ROMANZO SUPERGIALLO, COL CELEBRE PIPA CHE FA IL DURO, UN CONTORNO DI APPENDICITE, UNA PANCIA DI FERRO CHE TRAVOLGE, UN BACIO AL POMODORO,
E ALTRE COSUCCE E COSETTINE CHE SEMBRANO MADE IN USA E INVECE QUASI.
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Indice.
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1.- Il mio socio ha un leggero infortunio ma non importa - Intanto vado a fare un giro turistico e guarda un po' cosa mi capita!	
2. - Quando l'aria  buona approfittatene sempre - Ma ho il dovere di mettervi in guardia: nei boschi si possono sempre trovare cose niente affatto piacevoli.	
3. - Entra in ballo un difficile gioco con delle ferree regole che bisogna assolutamente rispettare, malgrado la squadra omicidi.	
4.- Il mio socio ha ragione: i gatti stiano al loro posto - Comunque le sberle cominciano a volare anche se non hanno le ali.	
5. - Anche una coda pu essere utile qualche volta - Ma guarda com' il mondo! Uno si aspetta una cosa e invece ne capita un'altra - E magari fa piacere.
6.- Nel gioco delle domande e delle risposte c' sempre chi perde e chi vince - E c' anche chi nasconde un asso nella manica. Bisogna avere l'asso e anche la manica.
7.- Si incontra gente che si  gi incontrata e si ha la conferma che il vizio delle gomme  un brutto vizio - Ma stavolta chi ne va di mezzo?	86
8. - Cosa volete che vi dica? A me piace che i piedipiatti si vestano con una certa cura, e qualche volta un maggiordomo capita proprio a proposito.	
9. - La posta funziona - Ma rompiamo questo segreto epistolare e leggiamo tutti cosa dice il mittente - Che infortunio, signori!	
10.- Era cos facile! Ma la ragazza  in gamba e ve ne accorgerete - E poi guardate come si conclude - Perch non provate anche voi?	
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Fine indice.
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CAPITOLO 1.
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Il mio socio ha un leggero infortunio ma non importa - Intanto vado a fare un giro turistico e guarda un po' cosa mi capita!
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"Il Bourbon deve essere doppio" dico "altrimenti non  buono."
Prende un bicchiere e lo mette sul banco, poi prende la bottiglia e fa per versare.
Gli levo il bicchiere di sotto con un colpo che lo manda a finire per terra al di l del banco.
"E non si pu mettere un Bourbon doppio in un bicchiere cos piccolo" dico; "non ci sta."
"Dovevate dirmelo prima che lo volete in una caraffa da birra" dice.
"Giovanotto" dico "ho forse l'aria di uno che a rifornimento col contagocce, io?"
Si volta e prende dal ripiano che gli sta dietro la pi grossa caraffa col manico che vedo. "E non sgocciolarmi il sudore nel bicchiere" dico; "lo voglio liscio, il Bourbon."
Si passa la manica della giacca sulla fronte e con la punta della lingua si toglie la rugiada che ha sui baffetti.
Non mi va di essere scambiato per un pancotto nei posti dove vado, cos  meglio mettere subito in chiaro che tipo sono, e il giovanotto coi baffetti che sta dietro il banco ha gi capito che tipo sono.
Riempie la caraffa fino all'orlo e poi mette la bottiglia l vicino.
Quando torna alla macchina del caff espresso, prendo la caraffa e mi volto a guardare il resto del locale.
Vi dico subito che non sono molto su di morale, e forse l'avete capito anche voi, anche se non ve l'ho detto prima. Il fatto  che quando sono solo sono sempre un po' gi di corda.
Direte che sono un sentimentale, oppure che non so far niente senza l'aiuto del mio socio. Dite quello che volete: ognuno  padrone di essere quello che , e io sono contento di essere quello che sono. Va bene?
Il mio socio Gregorio Scarta ha avuto un attacco di appendicite ieri sera, cos ho dovuto portarlo in clinica d'urgenza.
Non volevano prenderlo con la scusa che  un cane, e ho dovuto faticare a suon di sberle per far entrare in testa a quelli dell'ospedale che prima di un cane Greg  un poliziotto.
E non  la prima volta che in un ospedale accettano un poliziotto pi cane del mio cane anche se non  un cane.
Basta.
L'hanno operato stamattina e adesso sta benissimo. Voleva uscire subito dopo l'operazione ma preferisco di no. Meglio che stia a riposo almeno due giorni: anche se  mio socio non ha il fisico come il mio. Quando ero pi giovane, io facevo un'operazione di appendicite tutte le settimane. Avevo l'abbonamento, e il tempo per allenarmi; cos adesso possono farmi a pezzetti che la cosa non mi disturba per niente.
Fin quando Greg non esce dalla clinica non mi va di tornare in ufficio. Preferisco prendermi un paio di giorni di vacanza e andare un po' in giro per la citt a visitare i locali che non conosco.
Questo  gi il quinto che vedo e non  meglio degli altri, anche se non  molto peggio.
A dire la verit, non  tanto il locale quanto la gente che ci sta dentro che mi interessa. Dal punto di vista turistico, si capisce.
E qui, appena mi volto per dare un'occhiata al panorama vedo subito che c' qualcosa di stonato, come un'orchidea che sboccia su una pianta di fagioli, tanto per darvi un'idea.
Avete gi capito che si tratta di una ragazza, ma se pensate che si tratta di una bella ragazza, vi sbagliate, o siete dei pessimisti.
Per quanto mi sforzi di trovare un aggettivo che le si adatti, non ci riesco: quando hanno inventato il vocabolario, non c'era ancora una ragazza come questa in giro.
E adesso che c', dovrebbe circolare avvolta nella cellophane perch non prenda polvere e non le si sciupi la pelle, accidenti.
Ha i capelli tra il biondo e il castano, gli occhi grigio chiari e due labbra che si sono messe d'accordo per formare forse la pi bella bocca di tutto il continente.
Il vestitino che ha indosso ha un fondo celeste tutto cosparso di foglie gialle, e quell'insieme di colori mi ricorda un mattino d'autunno.
Per quanto riguarda l'et, cos a prima vista, se non sbaglio i calcoli, le mancano ancora un paio di quintali di panini imbottiti di prosciutto e burro, magari con un'acciuga dentro, per arrivare ai venticinque anni.
Devo fare un certo sforzo per piegare il braccio e portare la caraffa alla bocca.
Ci riesco, e intanto che il liquido mi cola nel serbatoio mi domando cosa diavolo ci sta a fare un tipo simile in un locale come quello.
Scommetto il polpaccio della mia gamba destra che questa  la prima volta che ci mette piede, anche se non ha l'aria di essere intimidita dalla gente che le sta attorno.
Dev'essere un tipo piuttosto sveglio, la bionda.
Sta seduta con la coscia sinistra sullo spigolo di un tavolino, e fa girare attorno all'indice della mano destra una catenella d'oro alla quale  appesa una piccola chiave.
La chiave dell'automobile certamente.
Le tolgo gli occhi di dosso per dare un'occhiata ai dintorni e mi ci vogliono non pi di due secondi per fotografare i personaggi che le stanno intorno, di fronte e di profilo anche se qualcuno mi volta le spalle.
Sono una dozzina in tutto, e la prima idea che mi viene in mente  che il custode delle carceri locali abbia dimenticato aperta la porta della prigione quando  uscito per prendere il giornale stamattina.
Tutti la stanno a guardare a bocca spalancata, tranne un tipo con una maglietta gialla con le maniche corte e con un carro da morto tatuato sul braccio destro, che dorme appoggiato alla spalliera della sua sedia, russando come una sega da falegname.
A trenta centimetri dal ginocchio sinistro di Mattino d'Autunno,  piazzato il soggetto pi elegante della compagnia, dal momento che porta perfino la cravatta.
 alto un metro e ottanta circa e ha in testa un mucchio di capelli crespi che gli cominciano appena sopra le sopracciglia, gli si gonfiano dietro le orecchie e gli scendono dentro il colletto per arrivare credo fino in fondo alla schiena.
Ha un muso a punta e la fessura che adopera per parlare  sistemata appena sopra la gola.
Indossa un vestito grigio che gli stringe i muscoli del torace e la camicia, che dev'essere di suo fratello minore, ha i polsini che gli fasciano strettamente i polsi.
Non posso perder tempo per raccontarvi i connotati di tutta quella gente. Mi rendo conto che tutti devono essersi alzati dal loro posto per concentrarsi intorno a Mattino d'Autunno, lasciando sui tavoli i bicchieri pieni a met e le carte da gioco buttate alla rinfusa.
Una banda di scarafaggi attorno a una zolletta di zucchero.
L'elegantone prende dal taschino della giacca una sigaretta, se la ficca in bocca e l'accende.
"Per cinquantamila subito" dice "e cinquantamila dopo, accetto qualunque incarico. Vediamo come sono fatti questi biglietti, poi andiamo via noi due e mi raccontate cosa volete. Qui c' troppa gente per i miei gusti."
"Ehi bambola" dice un tipo che deve star seduto per reggersi la pancia che gli straripa sulle ginocchia, "posso fare qualcosa anch'io per te. Ho sempre avuto fortuna con le ragazze, io."
Tutti si mettono a ridere e intanto io metto la caraffa sul banco senza voltarmi.
"D'accordo" dice Mattino d'Autunno. Smette di girare la catenella intorno al dito e prende la borsetta. "Pago da bere a tutti."
Faccio tre passi avanti e mi metto le mani in tasca.
"Un bel centone farebbe comodo anche a me" dice un tipo magro con una tendina nera davanti all'occhio destro; "forse non sar tanto bello da vedere, ma sono molto pi in gamba dello Zodiaco con le donne. Senza contare che se lo venisse a sapere sua moglie lo manda all'ospedale per sei mesi."
Non ha ancora finito la frase che un gomito dello Zodiaco gli si incastra fra i denti.
"Pensa ai fatti tuoi" dice l'elegantone, "e tieni il becco chiuso. Questi non sono affari che ti riguardano."
Sto per dire qualcosa di spiritoso, ma mi fermo. Qualcuno mi ha toccato sulla spalla.
"Ehi" dice uno dietro di me, "levati davanti. Mi nascondi il panorama della ragazza e non ho ancora finito di guardarla tutta."
Non mi scosto di un pollice.
"Dopo te la racconto io" dico "e sta' certo che non dimentico il pi piccolo particolare."
Sento un piede che mi si appoggia in fondo alla schiena e preme con violenza, cos vado a finire fra le braccia dello Zodiaco.
Mi libero e mi volto. Non sto nemmeno a guardare com' il tipo che ha avuto quella buona idea: non dev'essere troppo diverso dagli altri. Lo prendo per il colletto, lo porto al di l del banco, lo ficco dentro alla ghiacciaia sotto il bancone e chiudo lo sportello.
Mi metto a posto le pieghe della giacca e torno nel centro del locale.
Quasi mi metto a fare un numero di danza perch vedo che tutti stanno a guardarmi in silenzio, tranne quello che continua a russare.
Ma c' sempre uno che dorme in tutte le platee.
Vado a stabilirmi a un metro e venti da Mattino d'Autunno.
"Dovreste farvelo rimettere a nuovo" dico, e intanto muovo la testa per farle capire che parlo dello Zodiaco, "prima di farvelo incartare e di portarvelo via. Non mi pare in troppo buone condizioni per un tipo come voi."
Mattino d'Autunno mi spalanca in faccia un paio d'occhi che sembrano due fari abbaglianti e me li passa dalla cima dei capelli fino alla punta dei piedi, cos mi metto anche di profilo per farle vedere lo spettacolo completo.
Sento che lo Zodiaco si muove. Butta per terra la cicca della sigaretta e si volta a parlare alla folla.
"Cosa vuole questo qui?" dice.
"Da dove saltate fuori?" dice Mattino d'Autunno, e intanto chiude la borsetta che aveva aperto. "Prima non vi ho visto."
"Lascia perdere, bambina" dice lo Zodiaco; "paga da bere e andiamocene per i fatti nostri."
"Ho trovato il tipo che fa per me" dice Mattino d'Autunno. Toglie dal tavolino la coscia sinistra e si avvia verso il banco.
"E quale sarebbe il tipo che fa per te?" dice lo Zodiaco e le si mette davanti impedendole il passo.
Mattino d'Autunno mi mette una mano sulla manica della giacca e si spalma in faccia un sorriso che le arriva fino alla fronte.
"Venite" dice.
"Un momento, bambina" dice lo Zodiaco; "questo non c'entra. Il tipo che fa per te sono io. Abbiamo combinato l'affare noi due, no?"
"Posso cambiare idea" dice Mattino d'Autunno; "chi me lo impedisce?"
"Pare che io abbia fatto colpo" dico. Metto la mano sul petto dello Zodiaco e lo spingo un po' in l. "Difficile che una donna riesca a resistere al mio fascino."
Sento che la ragazza fa un risolino, ma sento anche un certo movimento nel locale.
Lo Zodiaco perde l'equilibrio e va a cadere sulla pancia di quello che sta seduto, ma si rialza subito e rientra in zona.
"Non facciamo scherzi" dice a Mattino d'Autunno; "abbiamo combinato noi due e questo qui se ne va pi che in fretta."
"Non devi prendertela" dico; "ognuno  padrone di scegliersi il tipo che gli piace di pi, e fra me e te, anche se dovessimo presentarci davanti a una giuria femminile, non c' dubbio sulla scelta."
Lo Zodiaco mi mette il suo muso aguzzo sotto il naso.
"Se non te ne vai" mi soffia in faccia "questa qui non sapr che farsene di ottanta chili di carne trita."
Spalanco la bocca in una risata, tanto per mostrargli i denti del giudizio, poi lo prendo per la cravatta e tiro in gi fin quando la testa gli arriva all'altezza delle mie ginocchia. Con un colpo di gamba gli sposto i piedi indietro cos va a sbattere la faccia per terra e fa un buco sul pavimento.
Mattino d'Autunno va ad appoggiare un gomito al banco e ricomincia a far girare la catenella con la chiave attorno al dito indice.
"Divertente" dice.
Tre tipi si sono portati davanti all'ingresso del locale. Il grassone raccoglie la pancia e si alza.
"Lo Zodiaco  amico nostro" dice "e non possiamo permettere che il primo bellimbusto che entra gli porti via il lavoro."
Guida la pancia nella mia direzione, cos sono costretto a fare un salto di fianco per non farmi investire e finire sotto un quintale di budella, ma qualcuno mi abbranca per la schiena.
 un imprudente, ragazzi.
Mi chino in avanti e gli faccio fare un volo sopra la mia testa cos va a sbattere su un tavolino e lo sfonda.
Tutti si sono messi in circolo attorno a me e allo Zodiaco che si tira su in ginocchio e si asciuga il sangue che gli cola dal naso.
"Ehi Sonno, tocca a te" dice; "sbrigati."
Quello che dorme apre un occhio, si alza e viene avanti senza smettere di russare.
"Un momento ragazzi" dico. "Io non porto via niente a nessuno. Se la ragazza si accontenta di quello, se lo prenda.  lei che decide."
Tutti si voltano dalla sua parte. Mattino d'Autunno accende una sigaretta, butta fuori un po' di fumo, poi alza le spalle.
"Ho gi scelto il rosso" dice; "sono io che pago e ho diritto di scegliere quello che mi pare. "
"Allora" dice il pancione "te lo confezioniamo subito come si deve. Avanti Sonno!"
Prendo fiato e mi metto in guardia, ma il pancione  pi svelto di me. Mi viene addosso con la pancia e sono obbligato a camminare all'indietro per non caderci sotto.
Un carro armato, ragazzi!
Cerco di afferrarlo alla gola ma le mie braccia non sono lunghe abbastanza. Annaspo nel vuoto per un po'. Questo colpo non me l'aspettavo, accidenti, e sto pensando come devo fare per tirarmi fuori, quando sento che sono arrivato al traguardo.
Sento dietro la schiena il banco del bar, cos sono incastrato in una morsa.
Riesco a dare un'occhiata a Mattino d'Autunno. Continua a far girare la catenella intorno al dito, poi gonfia le guance e sbuffa.
"Cosa state a perder tempo con quella gente" dice. "Fate presto e andiamo."
Sto per risponderle ma vedo quello che dorme passare dietro il banco, sento che smette di russare e un paio di braccia mi si avvolgono come una sciarpa intorno alla gola e tirano in gi.
Qualcosa mi si spezza proprio al di sopra delle reni e mi trovo piegato in due con la testa che tocca il piano del banco.
Poi centinaia di mani chiuse a pugno cominciano a ballarmi sulla faccia, sulla testa, sulla gola e un po' dappertutto.
Poi smettono di colpo e non sento pi niente.

Quando mi sveglio mi sembra di essere seppellito sotto un mucchio di sassi e che tutti quei sassi siano in movimento.
Sento uno strano rumore dentro al cervello, ma poi mi accorgo che non  dentro il cervello, ma fuori.  il rumore del motore di un'automobile misto a un altro rumore che ho l'impressione di aver gi sentito.
Faccio una fatica del diavolo per aprire gli occhi e per mettere a fuoco la vista.
Un po' alla volta mi rendo conto del posto dove mi trovo.
Mi trovo sul sedile posteriore di un'automobile e mi accorgo di essere abbastanza lucido per capire che  la mia.
Sul sedile anteriore ci sono due tipi. Quello al volante lo riconosco dal rumore che fa e dalla maglietta gialla con le maniche corte. Vedo che ha sempre il carro da morto tatuato sul braccio destro.
L'altro  quello che ha l'occhio chiuso con una tendina nera.
Arrischio qualche movimento e cerco di resistere alle tenaglie che mi stringono da tutte le parti. Quei cretini devono avermi spaccato la spina dorsale e i sobbalzi della macchina li sento tutti nella schiena.
Non sono uno che lascia correre, ragazzi e questa me la lego al dito.
Tiro il fiato un paio di volte, poi riesco ad alzare un braccio. Tocco sulla spalla quello che sta al volante.
"Ehi" dico "non dormire mentre guidi. Potremmo finire in un fosso."
"Oh, si  svegliato" dice Tendina Nera. Poi si volta a guardarmi.
"Non aver paura" dice. "Sonno russa sempre anche quando  sveglio. Hai dormito bene?"
"Non c' male" dico; "la mia macchina ha il sedile comodo."
"Ho piacere" dice Tendina Nera; "avevamo paura che non ti svegliassi pi e a momenti siamo arrivati. "
"Mi sveglio sempre" dico "quando  il momento. Posso sapere dove andiamo?"
"In un posto tranquillo dove potrai rimetterti in forze in un paio di giorni. Sei un po' sciupato. Non dovresti strapazzarti cos, Chico Pipa."
"Chi ti ha detto il mio nome? "
"Nessuno. Abbiamo dato un'occhiata al tuo portafogli. Non ti sei presentato quando sei venuto a trovarci, e poi dovevi pagare la caraffa di Bourbon che hai bevuto. Al Semola non piace che la gente vada nel suo locale a scroccare. Devi capirlo."
"Furto, aggressione e tentativo di omicidio," dico. "Metto tutto nel conto."
"Esagerato!" dice Tendina Nera. "Non c' stata che una piccola discussione per ragioni di donne. Bisogna aspettarselo quando uno vuol portar via la ragazza a un altro. E quella era coi controfiocchi e lo Zodiaco ci teneva. Fortunato quel ragazzo!"
"Dov' la ragazza?" dico.
Tendina Nera si mette a ridere e d un colpo sulla spalla a Sonno.
"Hai sentito, Sonno?" dice. "Domanda dov' la ragazza. In luna di miele, Pipa, in luna di miele. Accidenti come vorrei essere al posto dello Zodiaco! Non capita tutti i giorni che una bambola come quella venga a cercarsi l'amico nel nostro locale. Ma d'ora in avanti cercher di farmi trovare pi in ordine e mi rader la barba tutte le mattine anch'io. Sono tutt'altro che male quando sono a posto, sai. Anch'io ho avuto le mie avventure."
"Sta' tranquillo" dico "che verr a darti una mano e ti far una toeletta coi fiocchi a te e a tutti i tuoi amici, compreso questo qui che dorme al volante e quel maledetto pancione."
"Non te la prendere, Pipa" dice. "Capisco che adesso sei un po' fuori dei gangheri per la gelosia, ma vedrai che ti passer. Ci sono tante donne anche pi belle di quella, al mondo! Dimenticala. In fondo  lei che ha scelto lo Zodiaco, e se devo dire la verit non le do torto. Se potessi vederti in uno specchio lo riconosceresti anche tu. Dopo che ti sei addormentato sono andati via come due piccioni innamorati. Era un piacere vederli. Vero, Sonno?"
Sonno smette di russare un istante e ghigna, poi riprende a russare.
Siamo in aperta campagna e ci stiamo addentrando in una larga vallata.
Dobbiamo essere piuttosto lontani dalla citt, ma non riesco a capire ancora dove.
Sento scricchiolare le ossa mentre giro la testa, ma riesco a guardare dal finestrino posteriore. Vedo una grossa macchina che ci segue a non pi di cinquanta metri.
"Siamo in compagnia" dico.
"Gi" dice Tendina Nera. "Dobbiamo pur tornare indietro, noi due."
Mi viene l'idea che questi vogliano buttarmi in qualche burrone insieme alla mia automobile per simulare una disgrazia.
Sono scherzi cretini ma se sono fatti seriamente riescono. E questi hanno l'aria di saperci fare, porco bue.
Devo fare qualcosa ad ogni costo, ma ogni piccolo movimento che faccio  come una coltellata che mi passa da parte a parte.
Cerco di stare immobile e di rilassarmi, ma i sobbalzi della macchina me lo impediscono.
Svoltiamo in una stradina laterale e proseguiamo mezzo chilometro circa.
Mi accorgo che la macchina che ci seguiva si  fermata prima della svolta e non ci segue pi.
Sonno innesta la prima, svolta a sinistra e si ferma su un tappeto d'erba tutto circondato di pini. Poi apre lo sportello, scende, fa uno sbadiglio e si stira.
Tendina Nera si volta a guardarmi.
"Siamo arrivati" dice; "spero che il posto ti piaccia. Abbiamo pensato che se ti lasciamo qui lontano dai fastidi, ti rimetterai in salute pi presto. Dovresti ringraziarci. "
"Sta' tranquillo che verr a ringraziarvi a suo tempo" dico.
Tendina Nera sospira.
"Le ferite del cuore sono quelle pi lunghe a guarire" dice.
Apre lo sportello e scende.
Sento un sibilo che si smorza pian piano, poi un secondo, un terzo e un quarto.
Tendina Nera si affaccia allo sportello.
"Sonno  un ragazzo d'oro" dice. "Ha pensato di cambiarti l'aria alle gomme.  un peccato lasciarle piene di aria malsana, quando qui c' tant'aria pura profumata di pino."
Sospira profondo e allarga le braccia.
"Senti che profumo!" dice. "Be', ciao. Noi ce ne andiamo."
Passa un braccio dentro al finestrino e mi d un colpetto sulla spalla.
"E dimenticala" dice.
Sento i passi dei due che scendono la strada e il russare di Sonno che si allontana.
Per un poco sento solo il cinguettio degli uccelli e il rumore dell'acqua di un torrente che scorre da qualche parte non molto distante.
Infine il motore di un'automobile che va su di giri; sento ingranare la prima e la seconda, si allontana e svanisce.




CAPITOLO 2.

Quando l'aria  buona approfittatene sempre - Ma ho il dovere di mettervi in guardia: nei boschi si possono sempre trovare cose niente affatto piacevoli.

Adesso che la macchina non sobbalza pi, posso rilassarmi.
Mi distendo dritto, coi piedi fuori del finestrino di sinistra e faccio un po' di respiri profondi.
Se nessuno mi disturba, mi bastano dieci minuti per raccogliere le forze, e nessuno mi disturba, ragazzi: non c' animaccia viva da quelle parti.
Tranne una farfalla blu che viene a posarsi sulla punta della mia scarpa.
Mentre sto fermo cerco di far lavorare le cellule grigie, ma non ci riesco, accidenti. Devono avermele pestate a dovere anche quelle e allora  meglio che rinunci e aspetti che si siano rimesse a posto.
Conto mentalmente i secondi, tanto per far qualcosa, e quando sono passati i dieci minuti provo a muovermi.
Ci riesco anche se devo stringere i denti e tenere il fiato. Mi metto in ginocchio, apro lo sportello e mi ci vogliono cinque bei minuti per scendere.
Mi viene in mente che nel cruscotto ci deve essere una bottiglia di Bourbon.
La prendo e sono costretto a togliere il tappo se voglio far sgorgare il liquido dalla bottiglia.
Lo tolgo e bevo.
Lubrifica, ragazzi.
Devo avere un ottimo sistema di lubrificazione, perch il liquido non si ferma nello stomaco, ma si dirama subito fin nelle parti pi lontane. Sento caldo dentro fin nelle dita dei piedi.
Adesso mi muovo con meno difficolt. Tengo la bottiglia del Bourbon e mi trascino fra i pini.
Il torrente non dev'essere tanto lontano, infatti ci arrivo in meno di dieci minuti.
 appena dopo il bosco di pini e scorre in mezzo a una valletta piena di sole.
Metto la bottiglia sull'erba e mi spoglio, poi vado a sdraiarmi su una grande pietra inclinata dove l'acqua va a sbattere con violenza.
Porco bue, gente, com' gelata. Da far vergognare il ghiaccio, accidenti.
Mi lascio massaggiare dalla corrente e intanto vedo che la mia pelle diventa rosa poi viola.
Resisto dieci buoni minuti, poi mi alzo e vado a sdraiarmi sull'erba.
Adesso tocca al sole fare il resto del lavoro. E lo fa senza che nessuno glie lo dica.
Gli do una mano con un paio di sorsi di Bourbon e rimango immobile a farmi rosolare.
Comincio a sentirmi meglio e mi pare che anche le cellule grigie comincino a riassestarsi.
Bene, le metto subito al lavoro anche perch si tratta di un lavoro che non impegna troppo.
Mi piacerebbe solo sapere cosa voleva quella bionda, e come era capitata alla Rana d'Oro.
Io c'ero capitato per caso durante il mio giro turistico ai locali malfamati della citt, e adesso mi viene in mente che quando ho lasciato la mia Blimbust proprio davanti all'ingresso, ho visto una decapottabile azzurra fuori serie una cinquantina di metri pi avanti.
Una ragazza come quella con una macchina come quella, non  tipo da andarsi a cercare l'amico in un locale come quello.
Dovrebbe avere dozzine di mosconi appiccicati alle sottane, e con fior di conti in banca, ma col mondo di oggi, la depravazione non si sa fino a che punto arriva.
Che diavolo! Non  il caso di tirare in ballo la depravazione. Qui si parla di cento bigliettoni da mille e per conquistarsi un tipo come lo Zodiaco, non  proprio necessario buttargli sotto il naso una simile somma.
Una ragazza come quella basta che muova il dito indice per tirarsi dietro tutta la popolazione maschile del continente.
Io per il primo
Quella aveva bisogno di un tipo losco per un affare losco, quanto  vero che mi chiamo Chico Pipa.
Cinquantamila prima e cinquantamila dopo. Prima e dopo che cosa?
Se fosse riuscita ad avere me, l'avrei saputo, ma le cose non sono andate come dovevano, e mi rincresce, non per i quattrini, ma perch io sono allergico agli affari loschi, e ho il vizio di sistemare per le feste quelli che li organizzano, anche se hanno i capelli biondi e somigliano a un mattino d'autunno.
Sento che mi aggiusto pian piano sotto i raggi del sole. Specialmente la parte anteriore  quasi a posto.
Ingollo un altro paio di sorsi di Bourbon, poi mi volto sulla schiena.
Adesso non vedo pi il cielo azzurro, ma ho davanti agli occhi l'acqua del ruscello che mi scorre a un palmo dal naso.
Stendo le braccia in avanti e lascio che l'acqua gelata mi scorra fra le dita.
Chi vuol far fuori la ragazza?
Il vecchio nonno pieno di quattrini o il promesso sposo che  stato rimpiazzato nel suo cuoricino da Mister Universo? Oppure l'addetto al garage che non le ha lucidato a dovere le parti cromate dell'automobile, o il maggiordomo che le ha macchiato di caff il tappeto persiano?
E chi ?
Al diavolo lei e i suoi pasticci! Cosa vado a ficcare il naso negli affari che non mi riguardano?
Per me, pu far fuori tutta la famiglia, e lo Zodiaco, se non mi sbaglio, e sono sicuro di non sbagliarmi,  tipo che per cento biglietti da mille si mette ad ammazzar gente fin quando gli dici basta.
Ho detto che sono affari che non mi riguardano. Una volta che ho aggiustato i conti con quelli della Rana d'Oro, sono a posto.
Se non era per Pancia di Ferro, a quest'ora i conti erano gi sistemati, ma non avevo mai visto una pancia come quella e non mi aspettavo quell'attacco.
Adesso che lo so, so anche come regolarmi.
Ci vuole sempre una prima volta.
La corrente porta qualcosa che mi si impiglia fra le dita.
Guardo.  una pelle di salame.
Scrollo la mano e me ne libero. L'acqua se la porta via.
Il sole sta lavorando sulla mia schiena che  una meraviglia. Appena sono a posto torno alla Rana d'Oro e poi ridiamo.
Mi viene in mente che ho le gomme a terra e dovr far qualcosa per gonfiarle.
Be', mi arranger. Provo il fiato e sento che i polmoni tengono. Mi basta soffiarci un po' d'aria tanto da arrivare al primo distributore.
Vedo qualcosa che rimbalza su un sasso, poi gira in una piccola pozza d'acqua, riprende la corrente e prosegue.
Guardo bene:  una crosta di formaggio.
Poi sento un tintinnio. Qualcosa saltella nell'acqua e batte contro i sassi del torrente.
 una scatola di sardine vuota.
Accidenti, ragazzi! C' qualcuno che mangia pi a monte.
E io ho bisogno di mettere qualcosa di robusto dentro lo stomaco per completare le riparazioni.
Mi stiro e salto in piedi. Sento ancora qualche scricchiolio qua e l ma  roba da poco.
Mi vesto, poi prendo la bottiglia e torno verso la mia auto. Metto la bottiglia al suo posto e mi do un'occhiata nello specchietto retrovisivo.
Sembro nuovo, tranne qualche piccola ammaccatura sulla fronte.
Torno verso il torrente e mi arrampico costeggiando il bosco di pini.
Dopo un buon quarto d'ora vedo che sono arrivato. Il bosco diventa pianeggiante e proprio nell'ombra dei pini vedo gente. Ci sono delle tende e delle automobili su un piazzale erboso al di l del piccolo corso d'acqua, dove le siepi di rododendri me le nascondono in parte alla vista. Un campeggio coi fiocchi, a quanto pare!
C' una ragazza coi calzoni corti che sta lavando dei piatti di alluminio nell'acqua del torrente, una donna sta piegando un tavolino, altra gente sta nel folto del bosco.
Bene, ragazzi, mi viene un'altra idea.
Mi tengo nascosto dai cespugli e cammino piegato in due. Arrivo dove ci sono le macchine e vedo che non c' nessuno da questa parte del campeggio.
Conto una dozzina di automobili di tutte le marche e due Blimbust: una uguale alla mia e un'altra di modello pi recente.
Ci metto poco ad aprire il portabagagli delle due auto e a prendere le due ruote di scorta.
Ne prendo una terza da una macchina diversa ma coi pneumatici della stessa misura.
Tre mi bastano. Sonno non ha pensato di sgonfiarmi anche la ruota di scorta.
Faccio rotolare le tre ruote nel bosco, poi quando sono fuori tiro, le raccolgo e le porto gi.
Mi ci vuole un po' di tempo per cambiare le ruote, ma di tempo ne ho a disposizione. Quando ho finito potrei andarmene, e piantare le ruote sgonfie dove sono, ma non sono un ladro, gente, e voglio restare con la coscienza a posto.
Vado a restituire i vuoti. Dopotutto non ho preso che un po' d'aria, e l'aria si trova gratis dappertutto.
Faccio un po' di fatica a portare le tre ruote fino al campeggio, ma ci riesco. In fondo un po' d'esercizio non mi fa male.
Le rimetto al posto, e intanto vedo che nel portabagagli di una delle auto c' un cesto e lo apro.
Prendo una scatoletta di carne e due panini. Niente di male. Capita qualche volta di farsi invitare a pranzo.
Sto per chiudere ma mi si blocca il braccio sinistro. Dentro la cesta vedo dei pomodori avvolti in una pagina di rivista illustrata.
La pagina  tutta spiegazzata e tutta cosparsa di macchie di pomodoro, ma tra una macchia e l'altra vedo la foto di una ragazza vestita di bianco, con una racchetta da tennis in mano.
Porco mondo  lei. Non pu essere che Mattino d'Autunno, gente: non ce n' un'altra uguale in tutto il paese.
Non posso stare a rimirarla fin che vien gente. Lascio i pomodori, prendo la pagina e me la ficco in tasca, poi filo.
Arrivo alla mia auto che ho il fiato grosso. Butto la scatola di carne e i due panini sul sedile e mi siedo al volante.
Quando ho preso fiato, tiro fuori di tasca la pagina e me la guardo con calma.
La pagina  strappata diagonalmente; manca un pezzo di fotografia e mezza dicitura, ma la ragazza  tutta intera e la riproduzione  perfetta.
Nessun dubbio:  proprio lei. La stessa bocca, gli stessi capelli, gli stessi occhi e lo stesso sorriso.
Se non avesse in mano la racchetta da tennis. potrebbe arrotolarsi attorno al dito indice la catenella d'oro con attaccata la chiave dell'automobile.
Leggo sotto la fotografia quel poco che c' rimasto.
... a due. La giovane e promettente tennista si prepara ora ad aff... torneo. Un nostro redattore si  recato a intervistarla nella sua villa di Punta Ba... ervista a pagina 46.
Non c' il nome, accidenti, ma c' l'indirizzo, e non occorre che sia completo per un tipo sveglio come me.
Punta Ba... non pu essere che Punta Bamba. Non ci sono altre punte da quelle parti, ed  proprio la localit adatta per un tipo come Mattino d'Autunno.
L non ci abitano tipi come lo Zodiaco, di sicuro. L'abitante pi povero deve avere almeno un paio di barche da crociera lunghe due dozzine di metri e con un equipaggio di commendatori dal comandante al mozzo.
La zona ha una decina di campi da tennis, un galoppatoio per quei signori che vogliono tenere un cavallo tra parentesi tra le gambe, e un campo di golf a diciotto buche.
Tutto intorno sono disseminate ville che si affacciano sul mare, o si adagiano fra i boschi di abeti.
Ci abitano quei signori il cui lavoro consiste nel venire due volte la settimana in citt per controllare il conto in banca, o per prendere l'accendisigari che hanno dimenticato sulla scrivania nel loro ufficio alla Societ di cui sono dirigenti, o consiglieri o amministratori unici.
Faccio un fischio mentre penso a queste cose, poi metto la pagina della rivista sul parabrezza proprio davanti a me.
Prendo la scatola di carne, ma non ho la chiave per aprirla.
La apro con l'unghia del pollice e mi confeziono due panini.
Ci volevano proprio, e li faccio accompagnare nello stomaco da qualche buona sorsata di Bourbon, cos non perdono la strada.
Intanto mi guardo Mattino d'Autunno che mi sorride in mezzo alle macchie di pomodoro e cerco di immaginarmi quale guaio sta combinando.
Non si regalano cento bigliettoni da mille, cos per un capriccio qualsiasi.
Cinquantamila prima e cinquantamila dopo vuol dire che c' qualcosa in mezzo, e mi piacerebbe sapere cosa.
Potrei rimandare a pi tardi il saldo del debito con quelli della Rana d'Oro e fare un salto a Punta Bamba che dista solo una quindicina di chilometri dalla citt. Tanto al mio socio Greg non manca niente in clinica.
Ha perfino una bottiglia di Bourbon sotto il cuscino e posso tornare a portargliene un'altra domani mattina.
Sono un maledetto curioso e non sono contento se non vado a ficcarmi nei guai.
Ma porca l'oca, questa volta voglio vedere se riesco a resistere. Al diavolo Mattino d'Autunno e i suoi intrighi.
Prendo la pagina della rivista e la strappo. Butto i pezzettini fuori del finestrino, poi raccolgo le briciole sul sedile e lancio la scatoletta di carne vuota, contro il tronco di un pino.
Poi avvio il motore, faccio marcia indietro, innesto la prima e scendo gi per la stradetta. Arrivo sulla provinciale e prendo la direzione per la quale sono arrivato.
Spingo a tutto gas per dieci chilometri circa, poi vedo un bivio e rallento.
C' un cartello con una freccia e sotto la freccia c' scritto: Punta Bamba.
Questa volta non  colpa mia, ragazzi, non sono stato io a mettere quel cartello in quel posto.
C' una specie di fatalit che mi spinge. Il caso prima mi mette sotto gli occhi quella pagina di rivista, e adesso quel cartello che mi indica la strada.
Cosa possa farci?
Ingrano la seconda e seguo la freccia.

* * *

Arrivo a Punta Bamba che sono appena passate le quattro del pomeriggio.
Conosco abbastanza bene la localit, anche se non conosco gli abitanti, ma non so esattamente dove andare.
Passo a velocit ridotta davanti alle ville pi o meno lussuose, cercando di frugare con lo sguardo attraverso le vetrate, i porticati, i giardini, alla ricerca di qualcosa che mi metta sulla strada giusta.
Se avessi con me il mio socio Greg, la cosa sarebbe gi risolta, purtroppo io non ho il radar nel naso come il mio collega e amico cane.
Ma Greg  nel suo lettino in clinica dopo l'operazione di appendicite, ed  meglio che rimanga dov'.
Cos devo arrangiarmi da solo.
Faccio una corsa fino ai campi da tennis.
C' poca gente a quest'ora.
Su un campo c' un giovanotto e una ragazza che si rimandano la palla con la racchetta, su un altro campo si sono messi in quattro a fare lo stesso lavoro.
Mattino d'Autunno non  fra quelli. Gli altri campi sono deserti.
Proseguo fino al galoppatoio e poi fino al campo di golf.
Al posteggio davanti alla Casina del golf, sono ferme una dozzina di macchine ma non vedo la decapottabile azzurra che cerco.
Proseguo lungo la strada che costeggia il campo. Al di l della siepe che lo delimita c' un folto bosco di abeti che lo nascondono alla vista.
A duecento metri circa dalla Casina, la siepe fa angolo e un'altra strada la fiancheggia. Prendo per quella e vado avanti a passo d'uomo.
Alla mia destra ho la siepe che delimita il campo di golf, alla mia sinistra un gran prato verde con qualche albero e una enorme villa a due piani color pisello, tutta vetrate e terrazzi.
La guardo e mi pare deserta, cos accelero per passare oltre, ma non ho ancora cambiato marcia che sento alla mia destra un rumore di foglie smosse e di rami che si spezzano.
Un uomo balza fuori dalla siepe e sono costretto a bloccare la macchina per non metterlo sotto.
Non mi ci vuole molto per riconoscerlo, anche se ha la faccia bianca e lo sguardo stravolto di uno che non ci tiene a farsi vedere in giro da quelle parti.
Sono passate poco pi di sei ore da quando ho fatto la conoscenza dello Zodiaco, e un tipo come quello non lo si dimentica nemmeno dopo sei anni.
Si butta a rotta di collo gi per la strada come se dovesse vincere le Olimpiadi, e capisco subito che dovr mettercela tutta se voglio riuscire ad acchiapparlo.
Salto gi dalla macchina e mi metto a correre, ma ha gi guadagnato una cinquantina di metri quando ingrano la quarta.
Vedo la sua giacca che svolazza e da una tasca gli balza fuori qualcosa di bianco che rimbalza sull'asfalto, mi saltella davanti, poi tra le gambe, mi viene sotto un piede e vado a finire lungo disteso per terra.
Mi rialzo subito e mi spolvero: tanto, lo Zodiaco  sparito dietro la curva e non mi conviene pi insistere.
Raccolgo da terra la pallina da golf che mi ha fatto lo sgambetto e che sta rotolando lentamente verso il ciglio della strada.
La guardo:  nuova o quasi e non mi dice niente.
Me la metto in tasca, poi vado a spegnere il motore e a dare un'occhiata alla siepe.
C' un buco abbastanza largo dove ho visto saltar fuori lo Zodiaco. Mi ci infilo e mi trovo nel bosco.
 il bosco che delimita la diciottesima buca del campo di golf, ed  cos fitto che non riesco a vedere al di l degli abeti.
Vado avanti fin quando gli abeti si fanno un po' pi radi.
Allora vedo un ragazzo portabastoni che abbandona la sacca sul prato e si mette a correre verso la casina del golf che si intravede nel fondo.
Nel bosco, alla mia destra, due tipi stanno ritti a guardare una donna distesa per terra, che, dal modo come  messa,  chiaro che  pronta per l'Obitorio.
Accanto ai due tipi, c' un altro portabastoni con la sacca a tracolla.
Il portabastoni si passa una mano sulla fronte.
E dal punto dove sono, sento che dice:
"Non lo so, signori.  un caso che non mi  mai capitato."




CAPITOLO 3.

Entra in ballo un difficile gioco con delle ferree regole che bisogna assolutamente rispettare, malgrado la squadra omicidi.

 chiaro che i due tipi sono giocatori di golf.
Li guardo meglio. Uno  alto e magro e ha, dove tutti hanno il naso, una specie di timone da barca a vela, non so se avete presente, ma la forma  quella.
Porta un cappellino di tela bianca con le ali abbassate, una maglietta azzurra con le maniche corte e un paio di pantaloni grigi, lunghi.
L'altro  un poco pi piccolo, invece del cappello porta una calvizie con una visiera verde e ha una barbetta grigia non pi lunga di un dito. Indossa una maglietta rossa e un paio di pantaloni marron che gli arrivano al ginocchio.
Anche coi pantaloni corti non sembra affatto pi giovane dell'altro che deve avere inciampato nei sessanta almeno un paio d'anni fa.
Tutti e due hanno un guanto calzato alla mano sinistra e un bastone da golf.
Mi avvicino e do un'occhiata alla donna stesa per terra. Fino a poco tempo fa doveva essere un tipo in gamba e non doveva avere nessuna intenzione di mettersi l bocconi con la tempia destra sfondata in modo cos poco elegante.
Ha i capelli biondi tagliati corti e il viso truccato. Indossa una sottanina a quadretti e una camicetta bianca con macchie rosse.
 distesa con la testa in direzione della Casina del golf.
Il braccio destro  nascosto sotto il corpo, il sinistro, leggermente aperto,  piegato al gomito e la mano guantata tiene per l'impugnatura un "putter" che non  altro che un ferro che serve al giocatore di golf per mandare la palla in buca.
Il tronco di un abete sta piantato tra il fianco e il gomito sinistro della donna.
Devo fare altri due passi per vedere che nel piccolo spazio fra il tronco, il fianco e il braccio vi  una pallina da golf.
Il tipo con la barbetta mi guarda, poi mi porge la mano.
"Permettete?" dice. "Ingegner Assurdo Nollea."
Gli stringo la destra e appena la lascio me ne trovo subito un'altra in mano.
 quella del tipo col timone in mezzo alla faccia.
"Nofer Pifer" dice presentandosi. "Lei  giudice di gara?"
"No" dico "sono investigatore privato."
"Ah!" dice, ma con tono indifferente, come se avessi detto idraulico, o poeta o imperatore.
"Aspettiamo un giudice di gara" dice Barbetta; "secondo me, la palla dev'essere giocata cos com'. Non si pu toccare."
"Impossibile" dice il signor Nofer Pifer. "Io dico che posso 'droppare' la palla a un bastone di distanza dall'ostacolo."
Per chi non  pratico di questo gioco, dico subito che "droppare" vuol dire raccogliere la palla e lasciarla cadere a terra poco lontano, da dietro le spalle.
"Assolutamente no. La palla non si 'droppa'" dice Barbetta.
Guardo il portabastoni e indico il cadavere.
"Come  successo?" domando.
Il portabastoni alza le spalle e il signor Nofer Pifer si d un colpetto al timone con l'indice della mano sinistra.
"Un colpo sfortunato" dice; " la prima volta in tutto il giro che mi capita di mandare la palla nel bosco, e guardate un po' dove  andata a finire!"
" stata una disgrazia?" domando.
"In un certo senso s" dice il signor Nofer Pifer. "Sono in vantaggio di un colpo sul mio avversario."
Faccio una smorfia col naso, poi pianto le pupille sul timone del signor Nofer Pifer.
"Non mi sono spiegato" dico; "voglio sapere se la sua pallina ha colpito alla tempia questa signora e l'ha stesa secca."
Il portabastoni fa un passo avanti e si asciuga il sudore della fronte.
"No, signore" dice; "quando la pallina  arrivata nel bosco aveva perso tutta la sua forza. La signora Nofer Pifer doveva essere gi l."
"La signora Nofer Pifer?" domando. "Sarebbe la moglie del signor Nofer Pifer?"
Il timone si sposta nella direzione della mia faccia e il signor Nofer Pifer fa mezzo passo indietro e mi guarda come se gli avessi portato via l'aragosta dal piatto.
"Che si tratti di mia moglie o di altra persona  una faccenda estranea al gioco" dice; "qui dobbiamo decidere una controversia che riguarda la pallina."
"Potrebbe dichiarare la palla ingiocabile" dice Barbetta "e andarne a giocare una seconda al punto di partenza."
"Cos sono penalizzato di due colpi e voi passate in vantaggio e vincete la gara" dice il signor Nofer Pifer. "Levatevelo dalla testa."
"Avrei gi vinto se non avessi perduto due palline nei boschi" dice il Barbetta; "cos ho dovuto incassare quattro colpi di penalizzazione, io!"
"Non  colpa mia" dice il signor Nofer Pifer.
Sto per dire qualcosa ma vedo che arriva gente, cos esco dal bosco e fermo il gruppetto sull'orlo del prato.
"Mi dispiace" dico "ma non potete avvicinarvi fin quando non arriva la polizia. Se ho visto giusto  stato commesso un omicidio."
Sono in sei o sette e qualcuno sta per protestare, ma un tipo piuttosto distinto vestito di grigio, con la piega dei pantaloni ancora calda, si volta a parlottare. poi viene verso di me.
"Io sono il Segretario" dice; "voi non siete socio del nostro Circolo. "
"Chi sono io e cosa sono qui a fare non ha nessuna importanza" dico; "qualcuno ha pensato di avvisare la polizia?"
"Ho fatto telefonare" dice Piega dei Pantaloni: "la polizia sar qui fra poco. In qualit di giudice di gara ho il dovere di controllare che il gioco proceda secondo le Regole, tanto pi che il signor Nofer Pifer e l'ingegner Nollea stanno disputando la finale della 'Coppa Cereale'. E la 'Coppa Cereale'  la pi importante gara della stagione."
Mi ficco le mani in tasca.
"Sentite" dico "qui  stato commesso un delitto."
Piega dei Pantaloni alza la mano e mi interrompe.
"Del delitto se ne occuper la polizia" dice; "io sono chiamato a risolvere una controversia che riguarda il gioco."
Mi scosto per lasciarlo passare e si addentra fra gli abeti. Do un'occhiata agli altri: si sono fermati sull'orlo del bosco e cercano di guardare fra gli alberi, cos torno dov' il cadavere insieme a Piega dei Pantaloni.
"Finalmente siete arrivato" dice Nofer Pifer. "Guardate un po'. Che si fa?"
Piega dei Pantaloni si china a guardare e poi scuote la testa.
"Non si pu considerare ostacolo naturale" dice "e nemmeno terreno in riparazione. Chiaro che si tratta di impedimento rimovibile."
Barbetta fa un passo avanti.
"Avete portato il Regolamento?" dice.
"Eccolo" dice Piega dei Pantaloni, e prende di tasca un libriccino e lo sfoglia.
"Leggete la definizione di 'impedimento rimovibile'" dice Barbetta.
Il Segretario scorre le pagine, poi si ferma.
"Ecco qua" dice. "Definizioni, articolo diciassette. Impedimento rimovibile (loose impediment)  qualsiasi cosa naturale che non sia fissata o cresca sul percorso e che non sia aderente alla palla e comprende: i sassi non solidamente incassati nel terreno, le foglie, i ramoscelli, i rami e simili, lo sterco, i vermi, gli insetti o il terreno rimosso da questi."
Barbetta approva.
"Nella definizione non sono elencati i cadaveri" dice.
Ho l'impressione che il signor Nofer Pifer stia per scagliarsi contro Barbetta e pestargli il bastone da golf sulla testa, ma Piega dei Pantaloni scuote il capo e continua.
"Scusate, ingegner Nollea" dice; "non credo vi possano essere dubbi.  detto nella definizione che impedimento rimovibile  qualsiasi cosa naturale che non sia fissata o cresca sul percorso.  chiaro che non  possibile fare un elenco completo di tutte le cose rimovibili che si possono trovare su un campo di golf. Perci in qualit di giudice di gara ritengo si possa rimuovere l'impedimento e giocare la palla."
Barbetta fa un gesto di stizza ma poi alza le spalle rassegnato.
"E va bene" dice; "se il giudice di gara decide cos non ho niente da obiettare. "
Il signor Nofer Pifer fa un cenno al portabastoni.
"Posso farmi aiutare dal mio portabastoni?" dice.
Piega dei Pantaloni sfoglia di nuovo il libriccino.
"Penso di s" dice; "l'articolo uno della Regola diciotto riguardante la rimozione degli impedimenti rimovibili, dice che l'impedimento pu essere rimosso senza penalit, e basta. Ritengo che dato il carattere non comune dell'impedimento, il giocatore possa farsi aiutare dal suo portabastoni."
Il signor Nofer Pifer posa a terra il bastone da golf e allunga una mano per afferrare il braccio sinistro dell'impedimento rimovibile, ma io lo afferro alla spalla e lo rimetto in posizione verticale.
"Un momento" dico "l'impedimento sar rimovibile secondo le regole del golf, ma dato il brutto colpo che ha alla tempia, nessuno deve toccare o spostare qualcosa nel bosco fino all'arrivo della polizia."
Il signor Nofer Pifer d un colpo di timone nella mia direzione mentre appena sopra la barbetta dell'ingegner Nollea si affaccia un sorriso.
"Cos" dice Barbetta "se l'impedimento non si pu rimuovere non  pi rimovibile, pertanto il signor Nofer Pifer deve giocare la palla cos com'. O dichiarare la palla ingiocabile e giocarne un'altra perdendo due colpi."
Il timone del signor Nofer Pifer sobbalza come in un mare in burrasca.
"La Regola  la Regola" dice "e la decisione del giudice di gara dev'essere rispettata."
Mi metto tra il signor Nofer Pifer e il cadavere, e intanto sento le sirene delle auto della polizia.
Guardo verso la Casina del golf e vedo sbucare dalla vetrata una piccola folla di gente pi o meno in divisa.
Il primo ad arrivare nel bosco  il sergente Caucci.
Appena mi vede spalanca gli occhi, blocca i freni e si volta.
"Sento odore di marcio, tenente!" dice. "C' quel maledetto ficcanaso d'un Pipa."
"Come l'hanno ammazzato?" dice il tenente Tram, poi entra nel bosco e mi vede.
"Questo non muore se non lo mettiamo seduto e non attacchiamo la corrente" dice Caucci; "anche questa volta si sono sbagliati e hanno ammazzato qualcun altro."
"Non mi dirai che ti sei messo a giocare a golf" dice il tenente Tram.
"O forse s" dice il sergente Caucci "se ha eliminato l'avversario con un colpo alla tempia. Non  tipo che si lascia battere da una donnetta qualunque."
Mentre sta chino a guardare, alzo la gamba e col ginocchio gli do un colpetto sotto il mento e gli trancio un pezzetto di lingua.
"Non sono freddure da dire in un momento come questo" dico. "Nessuno ha voglia di ridere."
Caucci si mette una mano davanti alla bocca e con l'altra mi prende la cravatta, ma il tenente Tram si mette in mezzo.
"Rimandiamo queste discussioni a pi tardi" dice; "adesso voglio sapere chi sono questi signori. cosa fanno qui e cosa  successo."
Sento un colpetto di tosse.  Piega dei Pantaloni che richiama l'attenzione.
"Io sono il Segretario del Circolo" dice; "questi signori sono il signor Nofer Pifer e l'ingegner Assurdo Nollea."
Il timone e la barbetta si abbassano in un leggero cenno di saluto.
"Il signor Nofer Pifer e l'ingegner Nollea" continua Piega dei Pantaloni "stanno disputando la 'Coppa Cereale', e io sono stato chiamato per appianare una piccola divergenza."
"Ho sbagliato un colpo e la mia palla  caduta nel bosco" dice il signor Nofer Pifer; "siamo venuti a cercarla e l'abbiamo trovata l."
Indica la pallina e il tenente Tram va a guardare.
"Chi  questa signora?" dice il tenente Tram.
"La signora Nofer Pifer" dice Piega dei Pantaloni.
"Sarebbe vostra moglie" dice il tenente Tram fissando il signor Nofer Pifer. "Siete stato voi a colpirla alla tempia?"
"Mi rifiuto di rispondere a una domanda cos idiota" dice il signor Nofer Pifer "e mi rifiuto di discutere argomenti estranei al gioco. Ho bisogno di conservare tutta la mia calma per non commettere errori, quindi respingo qualsiasi genere di attacco diretto a colpire il mio sistema nervoso. "
Piega dei Pantaloni sorride.
"Il signor Nofer Pifer  famoso nel nostro club per la capacit di dominare i suoi nervi in qualsiasi circostanza" dice; "l'anno scorso un aereo  caduto e si  incendiato proprio sul percorso della quinta buca, ma lui ha giocato ugualmente la sua palla e con un colpo magnifico ha superato l'ostacolo dell'aereo in fiamme e ha mandato la pallina a due dita dalla buca. Occorre una padronanza di nervi non comune. "
Il tenente Tram si mette le mani sui fianchi e intanto le vene del collo gli si gonfiano.
"Qui si tratta di un delitto" dice; "esigo che si risponda alle mie domande."
Faccio un passo avanti.
"Scusa tenente se mi intrometto" dico. "Questi signori probabilmente non hanno mai avuto a che fare con la polizia, e tu non hai mai avuto a che fare col golf e quindi non arrivi a capire la psicologia del giocatore. Si potrebbe arrivare a un compromesso. Fai quello che devi fare qui intorno in modo che possano rimuovere l'impedimento assassinato e terminare la partita. Poi sono convinto che nessuno si rifiuter di rispondere alle tue domande. Secondo me non dovresti escludere la possibilit che l'omicidio sia stato compiuto allo scopo di scuotere il sistema nervoso del signor Nofer Pifer in modo da fargli perdere la gara."
Le vene del collo che si gonfiano sono quelle di Barbetta mentre quelle del tenente Tram stanno riacquistando la misura normale.
"Cosa significa questa insinuazione?" dice Barbetta. "Io sono un giocatore corretto."
"Escludo che l'ingegner Nollea abbia ammazzato la signora Nofer Pifer per vincere la coppa" dice Piega dei Pantaloni.
Il dottor Tell, medico legale della Centrale, si fa avanti.
"Posso dare un'occhiata?" dice.
"Un momento" dice il tenente Tram; "qui stiamo perdendo tempo in chiacchiere. Devo ancora far fare le fotografie, far prendere le impronte e tutto il resto. Aspettate ancora qualche minuto, dottore. Che fanno i fotografi? Dormono?
Il dottor Tell sbuffa un paio di volte, cos io prendo per il bavero il sergente Caucci e glie lo metto davanti.
"Mentre ammazzate il tempo" dico "perch non gli date un'occhiata alla lingua? Se l' morsicata nel dire una freddura. Dovreste disinfettargliela con dei peperoni piccanti e fasciargliela con della carta vetrata."
Mi volto per evitare una gomitata di Caucci e intanto guardo cosa stanno facendo nel bosco.
Quelli della scientifica e i fotografi stanno trafficando intorno al cadavere. Il tenente Tram dirige le operazioni, ma poi vede la barbetta dell'ingegner Nollea e il timone del signor Nofer Pifer e si ferma.
"Andate ad aspettarmi alla Casina del golf" dice; "non voglio estranei fra i piedi."
"Nossignore" dice Barbetta; "io non mi muovo di qui. Ho il diritto di assicurarmi che la palla dell'avversario non venga mossa durante la rimozione dell'impedimento, n che la sua posizione venga migliorata. Le Regole del gioco devono essere scrupolosamente applicate. Signor Segretario, esiste una regola precisa, in questo senso."
Piega dei Pantaloni approva con un cenno del capo, poi sfoglia di nuovo il suo libretto.
"Il paragrafo 'd' della Regola ventisette" dice "precisa che se un giocatore ha toccato un impedimento rimovibile e la palla si muove, egli sar tenuto responsabile di averne causato il movimento e incorrer nella penale di un colpo. In questo caso, sebbene non si tratti del giocatore stesso ma di persone estranee al gioco, ritengo ugualmente importante che la palla non venga mossa n la sua posizione migliorata e che sia l'avversario sia il giocatore abbiano diritto di assistere alla rimozione dell'ostacolo."
Vedo le pupille del tenente Tram che rimbalzano dall'uno all'altro, poi si fermano sul timone che il signor Nofer Pifer ha in mezzo alla faccia.
"Signor tenente" dice il signor Nofer Pifer "la prego di considerare l'importanza della cosa e di procedere e far procedere con le dovute cautele in modo da non provocarmi un danno irreparabile. A questo punto della gara, un colpo ha un'importanza decisiva."
"Mi dispiace" dice il tenente Tram "ma la pallina devo sequestrarla. Pu essere un elemento importante agli effetti delle indagini."
"Lo escludo nel modo pi assoluto" dice il signor Nofer Pifer; "comunque non ho niente in contrario a consegnarle la pallina appena conclusa la gara."
Faccio un ghigno, e appoggio gli occhi sulla faccia del tenente Tram.
"Io non mi prenderei questa responsabilit" dico; "poi non riuscirei a dormire di notte al pensiero di aver fatto perdere la 'Coppa Cereale' al vedovo dell'impedimento rimovibile. Tanto pi che un bravo giocatore, anche se vedovo, pu imbucare il reperto senza danneggiarlo in non pi di tre colpi." Il tenente Tram viene a mettersi sotto il mio naso e si pianta i pugni sui fianchi.
"Ne ho piene le scatole delle tue stupide battute" dice. "Levati dai piedi e vammi ad aspettare nella segreteria. Ma sta' attento che se tagli la corda ti arresto. Voglio sapere cosa sei venuto a fare qui e cosa c'entri tu con questa faccenda. Intesi?"
Scatto sull'attenti.
"Agli ordini, signor tenente" dico.
"Caucci, sei responsabile di questo ficcanaso" dice il tenente Tram.
Vedo che il dottor Tell ha appena finito di fasciare la lingua al sergente Caucci, cos il piedipiatti mi prende per un braccio e mi spinge verso l'orlo del bosco.
"Se non ti reggi in piedi posso prenderti in braccio" dico, e intanto gli do un colpo con le nocche delle dita sul dorso della mano.
Cerca di rispondermi col naso perch ha la lingua fasciata, ma non ce la fa; cos rinuncia e ci incamminiamo tutti e due verso la Casina del golf.




CAPITOLO 4.

Il mio socio ha ragione: i gatti stiano al loro posto - Comunque le sberle cominciano a votare anche se non hanno le ali.

Non occorre che io stia a perder tempo da quelle parti. Non mi ci vuol molto per capire come sono andate le cose: tutto chiaro e limpido come l'acqua del ruscello.
Cinquantamila prima e cinquantamila dopo e in mezzo la signora Nofer Pifer con la testa rotta.
Lo Zodiaco l'ho visto io uscire dalla siepe che circonda il campo di golf, e lo Zodiaco non  uno che va a spasso per i boschi a raccattare palline per rivenderle a met prezzo.
Specialmente quando gli offrono cinquantamila prima e cinquantamila dopo.
Resta da sapere cosa c'entra Mattino d'Autunno coi Nofer Pifer, e perch aveva tanta voglia di vedovizzare un gentiluomo non pi tanto giovane.
E con una moglie non abbastanza stagionata per la sua et, a quanto mi pare di aver capito quando l'ho vista. E tenete presente che un colpo nella tempia come quello, invecchia di qualche anno.
Sembra uno di quei problemini da settimanale illustrato, che non occorre nemmeno risolvere perch hanno gi la soluzione scritta sotto.
Cammino verso la Casina del golf intanto che penso a tutte queste stupidaggini.
Caucci mi vien dietro a una certa distanza, ma mi tiene al guinzaglio con lo sguardo.
Mi volto e vedo Piega dei Pantaloni che ha lasciato il gruppo e attraversa il prato a passo sostenuto. Ci sorpassa ed entra nella Casina del golf.
O il tenente Tram l'ha cacciato via, oppure deve correre a farsi dare un colpo di ferro da stiro ai pantaloni perch  gi un po' che li trascura.
Entro anch'io nella Casina del golf e vado difilato al bar, mi faccio dare un Bourbon doppio.
"Ne vuoi uno anche tu?" domando a Caucci, ma poi vedo la bocca semiaperta con la fascia che fa capolino tra i denti e allora mi rassegno a bere da solo.
Vado a sedermi in una poltrona e chiudo gli occhi per vedere come sono andate le cose e farmi un'idea dei personaggi.
Potrebbe anche essere stato il signor Nofer Pifer a voler togliere di mezzo la moglie, la sua indifferenza di fronte al cadavere di cui  stretto parente non depone a suo favore.
Ma bisogna conoscere la psicologia del giocatore di golf, che si rifiuta di prendere in considerazione qualsiasi cosa non abbia attinenza col gioco. Capacissimo il signor Nofer Pifer, alla fine della partita, di cadere dalle nuvole all'annuncio della immatura fine della gentile signora, e di abbandonarsi alla pi nera disperazione.
Semprech glie ne importi qualcosa, naturalmente e non sia stato lui a farla fuori.
Ma io mi domando per che scopo sto qui ad affaticare le mie cellule grigie.
C' il tenente Tram che  pagato apposta per fare questo mestiere, e vi assicuro che sa dove mettere le mani, quando vuole.
E non  il caso che io mi metta a dargli suggerimenti, potrei riceverne come compenso il ritiro della licenza e un soggiorno pi o meno lungo negli appartamenti di qualche palazzo di propriet dello stato.
Caucci  seduto accanto a me sul divano. Con tre spille da balia affranco la sua giacca al materassino, poi prendo di tasca il mio libretto di appunti e scrivo.
"Caro Tram, scusa ma ho un impegno urgente. So che ti far piacere se ti risparmio fatica. Cerca una ragazza che somiglia a un Mattino d'Autunno, e domanda a lei come sono andate le cose. Scusa e ciao."
Strappo il foglietto dal taccuino, lo piego in quattro e lo infilo nel colletto di Caucci.
Poi me ne vado senza badare al sergente che si alza e si porta dietro il divano attaccato alla giacca, ma penso che non potr passare dalla porta, cos esco tranquillo, attraverso l'atrio, passo davanti alla porta della segreteria e faccio un cenno di saluto al segretario che si sta controllando la piega dei pantaloni.
Arrivo dove ho lasciato la macchina. Al di l della siepe, sento gente che si muove e intravedo fra gli alberi i lampi dei flash dei fotografi.
Salgo in macchina, accendo il motore e filo.
Per me il caso  chiuso.
Rimane solo aperto il conto che ho con quelli della Rana d'Oro, ma mi sbrigo a chiudere anche quello.
Adesso filo in citt. Prima cosa vado a dare un'occhiata al mio socio che oramai avr esaurito la riserva di Bourbon, e quelli della clinica non gliene danno.
Poi andr a sistemare Pancia di Ferro e soci.
Ma con tutta calma, se non vi dispiace.

* * *

Lo sapevo. Non posso fidarmi di Greg, nemmeno se ha le budella di fuori.
Alla clinica mi dicono che  uscito da un paio d'ore.
Pare stesse benissimo dal momento che ha fatto a brandelli un gatto che, come mi dicono, si leccava i baffi e strizzava l'occhio in modo insolente facendo capire che si era mangiata l'appendice del mio socio, con grande soddisfazione.
Il mio socio queste cose non le pu sopportare, e io non posso dargli torto.
Penso che sia andato in ufficio, perch l sa come prendere del Bourbon se ne ha bisogno. Non credo che abbia voglia di farsi vedere in giro dalle cagnette con la coda lunga, almeno per i primi due giorni dopo l'operazione.
Infatti non mi sono sbagliato. Greg  andato in ufficio, ma non  lui la prima cosa che vedo quando apro la porta.
 Mattino d'Autunno e sta in piedi sulla mia scrivania.
Si  levata le scarpe e le tiene strette in mano pronta a pestare il tacco a spillo sulla testa di Greg che sta seduto a due metri di distanza e non ha nessuna intenzione di avvicinarsi.
"Oh, siete arrivato" dice appena mi vede; "mettete la museruola a quella orribile bestia e fatemi scendere."
Greg mi saluta con un cenno del capo e mi strizza l'occhio, poi mi lascia libero il campo e va sotto la scrivania ad aspettare ordini.
" l'ultimo posto dove pensavo di incontrarvi" dico. "Dove avete pescato il mio indirizzo? '
"Be', quando quei mascalzoni vi hanno guardato nel portafoglio, c'ero anch'io" dice; "cos appena ho potuto sono corsa qui. Pensavo che vi portassero qui e che voi aveste bisogno di qualcuno che vi rammendasse un po'."
"Pensiero gentile" dico. "Mi dispiace di avervi deluso ancora una volta. Certe riparazioni le so fare da me."
"Vedo" dice. "Avete proprio fatto un magnifico lavoro. Ma spero non abbiate intenzione di tenermi in piedi sulla vostra scrivania per tutta la durata della visita. Sono ben due ore che vi sto aspettando."
La prendo per i fianchi e la sollevo. Poi faccio mezzo giro e la scendo lentamente.
Mi passa, dalle ginocchia in su, a mezzo centimetro dal naso e quando il suo naso tocca il mio mi fermo.
Sar perch mi  mancata la corrente, ragazzi. e proprio al momento giusto, il fatto  che lei si spaventa ed  costretta ad appoggiarsi con le labbra contro le mie.
Deve usare un rossetto speciale impastato con la colla, perch non riesco a staccarla.
Cos la lascio andare, ma lei  pi svelta di me.
Molla le scarpe che ha in mano e mi si aggrappa alle orecchie.
La porto fino alla poltrona, poi le metto le mani sulle spalle e con l'aiuto del ginocchio destro riesco a far forza e a staccarmi.
Mi riempio i polmoni d'aria, poi li svuoto lentamente.
"Bene" dico; "adesso che ci siamo presentati, volete dirmi il vostro nome?"
Lei si passa una mano sui capelli, poi si alza, va a prendere le scarpe e se le infila.
"Il mio nome  Bula" dice.
"Paula?" dico.
"No. Bula con la bi" dice. "Mio padre aveva il raffreddore, quel giorno. Mi dispiace proprio di quel che  successo in quella bettola."
"Dispiace anche a me, ma non  colpa vostra" dico; "avevate tutto il diritto di scegliervi il tipo che preferivate. Spero che lo Zodiaco non vi abbia deluso."
Lei alza le spalle.
"Non valeva la pena di fare tanto chiasso per una sciocchezza del genere" dice.
"Pensate che io avrei accettato l'incarico che avete affidato allo Zodiaco?" dico.
"Be', penso di s" dice. "Ma non dovete rammaricarvi. Ho qualcosa di meglio per voi. Adesso che so chi siete. Prima non lo sapevo. Vi credevo uno dell'ambiente. Era la prima volta che entravate alla Rana d'Oro?"
"Gi" dico; "anche voi, immagino."
"Naturalmente, anch'io" dice.
"Ma torniamo alla faccenda dell'incarico."
Prende la borsetta che aveva lasciato sulla scrivania, la apre, ne toglie un libretto di assegni.
"Trecentomila prima e duecentomila dopo" dice. "Naturalmente se accettate e se tutto va bene."
"E chi dovrei far fuori, io?" dico.
"Se potete fare a meno di fare dello spirito, per una volta" dice "potremmo tentare di ragionare."
"Facciamo questo tentativo" dico; "ma non garantisco."
Mi metto a sedere alla mia scrivania e cerco di assumere l'aspetto professionale.
Sotto la scrivania dove tengo i piedi, c' Greg accucciato, ma sempre all'erta. Mi d un piccolo morso d'incoraggiamento al polpaccio.
La ragazza impiega un certo tempo a scrivere sull'assegno. Intanto io prendo da un cassetto dello schedario che sta dietro di me una bottiglia di Bourbon nuova e due bicchieri e metto il tutto sulla scrivania.
"Un goccio?" domando.
Lei fa cenno di s col capo e io verso.
Quando ha finito di scrivere mi spinge davanti al naso l'assegno, poi prende il bicchiere e sorseggia.
"Trecentomila non  una somma da ridere" dice. "Vi prego di rendervene conto, se ci riuscite."
"Mi provo" dico. "Avanti, sputate Tosso."
"Provate che la mia matrigna tenta di uccidere mio padre" dice "e avrete le altre duecentomila. Siccome  vero, non dovrebbe riuscirvi difficile."
Socchiudo gli occhi e la guardo, poi sento il bisogno di un altro po' di carburante, cos mi verso dell'altro Bourbon e me lo bevo.
"E badate" dice: "non occorre che lo proviate davanti alla legge. Mi basta che riusciate a convincere mio padre. Io non ci sono riuscita. Accettate?"
Confesso che le mie cellule grigie si trovano un po' disorientate, per il momento; cos vedo di prenderla con calma.
"Parlatemi un po' della vostra graziosa famiglia" dico.
"Non c' un gran che da dire" dice. "Mia madre mor che io avevo sei anni, e mio padre si spos una seconda volta che ne avevo quattordici. Adesso ne ho ventuno. Se fate il conto vi risulter che sono sette anni che la signora Nofer Pifer tenta di far fuori il marito e se non ci riesce  perch sono io che le metto i bastoni fra le ruote."
"Un momento" dico; "cos voi sareste la figlia del signor Nofer Pifer. "
"Vedo che sapete pensare con notevole rapidit" dice. "Vi faccio i miei complimenti."
"Rimandiamo i commenti a pi tardi" dico "e andiamo avanti."
Prende una sigaretta dal pacchetto e l'accende.
"Voglio molto bene a mio padre" dice "e sono disposta a fare qualunque cosa per proteggerlo. In sette anni ho sventato almeno sei tentativi, e per quanto cerchi di fargli capire la verit, lui non mi vuol credere.  un'anima candida ed  innamorato di Gola. Trovate le prove e riuscite a convincerlo."
"E secondo voi" dico "qual  la ragione che spinge la vostra matrigna a diventare vedova?"
"Lui ha fatto testamento in suo favore" dice "appena si sono sposati."
"E a voi secca di dover perdere un mucchio di quattrini.
"I quattrini di mio padre non mi interessano" dice, "Sono molto pi ricca di lui. Ho ereditato tutto il patrimonio di mia madre e ne ho abbastanza."
"Perch non mi raccontate qualcuno di questi tentativi di assassinio" dico "tanto per farmi un'idea della faccenda."
Butta fuori nuvole di fumo da tutti i buchi che ha in faccia tranne che dagli occhi e dalle orecchie.
"L'ultima volta ha messo una trappola per volpi in fondo alla piscina" dice "proprio nel posto dove mio padre si tuffa di solito. Io l'ho vista in tempo e l'ho tolta di mezzo. Due anni fa ha collegato il rasoio elettrico coi fili dell'alta tensione. Tre anni fa ha nascosto quattro lamette da barba nel condimento degli spaghetti. Volete che continui?"
"No" dico "basta cos."
"Ma adesso sta preparando qualcosa di decisivo e infallibile" dice; "dovete arrivare in tempo e dimostrare a mio padre che razza di donna  Gola. "
"Che cosa sta preparando?"
"Veleno. Il pi terribile che esista. Chillichene. "
"Come lo sapete?" dico. " lei che vi fa le sue confidenze sperando nella vostra discrezione?"
"Si  fatta mandare, dalle Isole Berenici, due vasi di Chillifere" dice; "e non ha mai avuto la passione dei fiori. Voi sapete che razza di pianta  la Chillifera."
"Ditemi che razza di pianta  la Chillifera."
"Fa un solo magnifico fiore colore azzurro" dice "il cui calice contiene una sostanza velenosissima che si chiama Chillichene. Appena il fiore sboccia, la pianta muore contorcendosi e gemendo. Per estrarre il Chillichene bisogna cogliere il fiore appena sbocciato prima che la pianta muoia."
"E la vostra matrigna ha colto il fiore" dico.
"Per l'appunto" dice Mattino d'Autunno "e non sono riuscita a sapere che cosa ne ha fatto, ma lo immagino benissimo. Sono molto preoccupata per mio padre.  una settimana che con una scusa o con l'altra lo porto a cena e a colazione fuori di casa, e non gli permetto di mettere in bocca qualsiasi cibo o qualsiasi liquido che possa essere stato manomesso da quella donna."
La guardo bene in faccia. Ho l'impressione che questa qui voglia farmi passare per cretino. O per lo meno sente che le manca la terra sotto i piedi e tenta di correre ai ripari.
Ma si chiama correre ai ripari raccontare simili balle?
Mi alzo e vado ad appoggiarmi alla scrivania, proprio dirimpetto alla dolce creatura.
"Senti bambina" dico. "Non so cos'hai in mente, ma se pensi che basta concimare il terreno con dei baci a cavatappo per poi seminarci sopra simili frottole, ti sbagli di grosso."
Lei spalanca tutti e due gli occhi e mi guarda per qualche secondo.
"Capisco" dico; "forse lo Zodiaco non  ancora venuto a fare il rapporto e a ritirare le restanti cinquantamila promesse, ma sono in grado di riferire che il galantuomo ha saputo portare a termine la missione in modo ineccepibile."
Prendo di tasca la pallina da golf e la faccio rimbalzare sul pavimento tre o quattro volte.
"Vengo adesso dal campo di golf dico "e posso assicurarti che lo Zodiaco ha superato se stesso. La tua scelta non poteva essere migliore."
Lei continua a spalancare gli occhi ma a un certo punto  costretta a fermarsi, e allora la faccia le si illumina e vedo che sorride perfino con la punta del naso.
Poi schizza in piedi come se improvvisamente fosse scattata una molla della mia poltrona, mi si appende al collo e mi rovescia in faccia una valanga di baci.
Faccio un po' di fatica per tirarmi fuori, e mi dispiace, ragazzi, accidenti se mi dispiace, ma non ho nessuna voglia di fare la figura dell'idiota.
Appena riesco a uscire dal groviglio, mi rifugio dietro la scrivania.
Mattino d'Autunno mi lancia baci sulla punta delle dita, poi si aggiusta una ciocca di capelli.
"Perch non me l'avete detto subito?" dice. "Non avete idea di come sono felice!"
Poi si avventa sul telefono, prende il ricevitore e forma un numero.
"Pronto?" dice. "Parlo con la segreteria del Golf Club di Punta Bamba?..."
Sta a sentire, poi dice il suo nome e chiede del signor Nofer Pifer.
A questo punto vedo che il sorriso comincia a svanire e la faccia perde rapidamente il suo colore normale. Sento che trattiene il fiato e mi fissa stringendo gli occhi e dilatando i buchi del naso.
"Volete dire che mio padre non ha vinto la coppa?" dice. Poi sta ad ascoltare e intanto il suo respiro si fa pi rapido.
Copre il ricevitore con la mano e digrigna i denti continuando a fissarmi.
"Mascalzone idiota" dice "vi siete burlato di me."
Toglie la mano dal microfono, ringrazia, poi mi pesta il ricevitore sulla testa.
"Vigliacco" grida, e intanto dagli occhi le schizzano fuori goccioline di pianto; "mio padre non ha vinto la coppa! Ha perso per un solo punto all'ultima buca! Animale, bugiardo!"
Lascio che la crisi isterica si sfoghi, intanto rimetto il ricevitore sulla forcella.
Porco mondo, gente! Sento che sto per esplodere e non faccio niente per impedirlo.
Mi alzo, giro attorno alla scrivania e vado ad esplodere a cinquantatr centimetri di distanza dalla ragazza, alla distanza giusta per piantarle una sberla sulla guancia destra.
Mattino d'Autunno vola sullo schienale della poltrona e va a finire sul pavimento.
L'afferro per un braccio e la rimetto in piedi. Ha la guancia destra molto pi rossa della sinistra, e siccome a me piace la simmetria e non mi vanno le cose storte, le do una sberla anche sulla guancia sinistra e sono a posto.
"Cos" dico "tuo padre non ha vinto la coppa, e io sono un idiota e ce l'ho scritto sulla fronte."
Non sente quello che dico.
Accidenti, ragazzi! Si  addormentata di colpo.
La metto comoda sulla poltrona, poi torno a sedermi alla scrivania.
Prendo l'assegno che ha firmato qualche minuto fa e lo guardo.
Trecentomila.
Il prezzo di che cosa? Mi domando.
Mi verso un bicchiere di Bourbon, e cerco di trovare la risposta sul fondo del bicchiere, ma non la trovo.
Cos piego l'assegno e me lo metto nel portafoglio. Non si sa mai.




CAPITOLO 5.

Anche una coda pu essere utile qualche volta - Ma guarda com' il mondo! Uno si aspetta una cosa e invece ne capita un'altra - E magari fa piacere.

Questa storia comincia a rendermi nervoso.
Mattino d'Autunno si compra un sicario, lo manda ad ammazzare la sua matrigna, poi viene da me a raccontarmi che la sua matrigna ha in mente da un mucchio di tempo di far fuori il genitore.
Quando le dico che lo Zodiaco ha fatto tutto secondo i piani prestabiliti mi butta le braccia al collo, dalla contentezza, poi telefona al Golf, e viene a sapere che suo padre non ha vinto la coppa cos mi pesta il telefono sulla testa.
Cosa diavolo ha in mente questa qui?
E chi ci capisce niente in questa faccenda?
Le mie cellule grigie si rifiutano di mettersi al lavoro, cos decido di lavarmi mani e tutto il resto e di fare un bel regalo al tenente Tram.
Prendo il telefono e chiamo la Centrale.
Il tenente Tram non  ancora tornato in ufficio.
Penso che stia ancora annusando attorno alla signora Nofer Pifer, e rimando la telefonata a pi tardi.
Intanto penso di sistemare la ragazza, e siccome non ho tempo di star l a tenerle compagnia fino all'arrivo dei miei amici della omicidi, la prendo in braccio e la porto nello stanzino dove c' una branda per quando ho bisogno di fare un sonnellino senza dover andare a casa.
La metto distesa sulla branda, e siccome dorme ancora e non posso aspettare che si svegli per farle le mie raccomandazioni, penso che sia meglio metterle un po' di spago attorno ai polsi e alle caviglie, e un bel tappo in bocca nel caso le venisse in mente di mettersi a cantare.
Mi faccio dare una mano da Greg.
Si tratta di un lavoro che non richiede sforzo, cos pu aiutarmi.
Poi mi pare che Gregorio abbia un'ottima cera, e non risenta minimamente dell'operazione che ha fatto stamattina.
Sono contento per lui. Comunque  meglio che non si strapazzi.
Verso un bicchiere di Bourbon e lo metto vicino alla testa di Mattino d'Autunno.
Nel caso riuscisse a togliersi il bavaglio, potrebbe venirle voglia di un sorso, e anche se ha i polsi legati, con un po' di sforzo dovrebbe riuscire a prendere l'orlo del bicchiere coi denti e bere quel che le occorre.
E poi dicono che io non sono gentile con le donne.
Mi sto domandando se chi vuol far fuori il genitore non  piuttosto lei, e non stia preparando la scena per far dare la colpa a quell'altra che tanto non pu mica mettersi a sedere sull'orlo della cassa e dire: "Un momento, gente, io in questa faccenda non c'entro!"
Accidenti se mi deve ringraziare il tenente Tram, del regaletto che gli faccio!
Provo a chiamare ancora la Centrale, ma Tram non  tornato.
Penso di chiamarlo a casa dei Nofer Pifer, ma poi rinuncio.  meglio non disturbarlo mentre annusa, e c' tempo per i regali.
Ah! E poi gli voglio regalare anche il giovanotto.
Quindi  meglio non perda tempo e vada a dargli una spazzolata per motivi personali prima che me lo catturi il tenente e me lo metta in frigor.
Una volta che se lo prende lui, poi nessuno pu pi metterci le mani.
Cos faccio un segno a Greg, prendo la chiave con la catenina d'oro, chiudo la porta ed esco.
Mattino d'Autunno dorme ancora, ma si sveglier.
Scendo in istrada e vado a dare un'occhiata in giro, Greg mi vien dietro.
Non c' la decapottabile azzurra della bionda, davanti alla porta.
Faccio il giro dell'isolato e scopro infatti che  nel vicolo dietro la casa.
Cos non d nell'occhio.
Salgo sulla decapottabile, e parto. Una macchina che  un sogno, gente.
L'accarezzi appena sull'acceleratore e schizza via in silenzio come se avesse il motore spento.
In pochi minuti arrivo davanti alla Rana d'Oro, e mi rincresce, ma c' tempo per le gite di piacere!
Blocco i freni davanti all'ingresso e scendo. Greg scende dietro di me.
"Tu non ti muovere" dico. "Lascia fare tutto a me. Stai a vedere e basta."
Fa segno di aver capito, e entriamo.
Il giovanotto coi baffetti che sta dietro il banco mi riconosce subito e mette sul bancone la caraffa, poi prende la bottiglia del Bourbon e versa.
Gli do un buffetto sulla guancia.
"Bravo" dico; "vedo che capisci la gente. E le cose non occorre dirtele due volte."
Bevo e mi volto a guardare attorno.
Il locale  deserto, stavolta. Non c' nessuno della brava gente che c'era stamattina, e devo dire la verit, non mi dispiace. Non ho tempo per i debiti, adesso.
Mi basta solo lo Zodiaco. Agli altri ci penser pi tardi.
La parete in fondo  in penombra e devo aguzzare gli occhi perch vedo un movimento fra i tavolini.
Riconosco Tendina Nera, che appena mi vede tenta di scivolar via come un'anguilla, ma non riesce a diventare invisibile.
Gli vado incontro, ma lui scavalca un tavolino.
"Io non c'entro, Pipa" dice.
Si mette a correre e io gli corro dietro.
"Devo solo chiederti un'informazione" dico.
Salta un paio di seggiole, fa finta di correre verso il fondo, ma poi cambia direzione bruscamente e cos mi sbilancio.
Riesce a infilare la porta e appena fuori fa un salto, prende la saracinesca e la tira gi con tutte e due le mani.
Mi trovo la saracinesca davanti al naso, e sento un baccano del diavolo fuori in istrada.
 Tendina Nera che strepita, cos faccio un bel sorriso, mi bevo il resto del Bourbon e dico al giovanotto coi baffetti che ho gi pagato abbondantemente stamattina.
Poi metto le mani in tasca e con tutta calma esco fuori dalla parte del vicolo, e giro l'angolo.
 successo proprio quello che mi immaginavo.
Tendina Nera ha fatto scendere la saracinesca e Greg gli  balzato alle calcagna cos  rimasto con la coda fra la saracinesca e il gradino, chiusa dentro.
Naturalmente il mio socio ha fatto in tempo ad afferrare per i pantaloni Tendina Nera e lo tiene ben stretto.
Appena arrivo me lo consegna.
Me lo ficco sotto il braccio, poi alzo la saracinesca e libero il mio socio.
Entriamo tutti e tre nel locale, poi vado a mettere Tendina Nera con la testa al posto della chicchera del caff, sotto la macchina espresso.
Prendo la manopola del vapore e tiro.
"Avanti" dico; "dimmi dove  andato a ficcarsi lo Zodiaco."
"Non lo so" dice; "ti giuro che non lo so."
Faccio uscire un altro getto di vapore e Tendina Nera si mette a urlare.
"Non urlare cos nel mio locale" dice il giovanotto coi baffetti.
"Hai sentito cosa ha detto questo giovanotto?" dico tirando la manopola un'altra volta. "Avanti, dimmi dove si trova lo Zodiaco."
Caccia un altro urlo e ne caccia uno tutte le volte che faccio uscire un getto di vapore, cos la pianto e vado a metterlo seduto su una seggiola in fondo al locale.
"Ragioniamo con calma" dico. "Io non ti faccio niente per il trattamento di stamattina, almeno per adesso. Voglio solo sapere dove posso trovare lo Zodiaco perch ho un conticino da saldare con lui."
Scivola e va a finire sul pavimento.
Lo tiro su ma vedo che non riesce a stare seduto allora vado ad appoggiarlo al muro, mi faccio dare un martello dal giovanotto coi baffetti, e lo fisso alla parete con un paio di chiodi.
Adesso possiamo chiacchierare con le facce alla stessa altezza.
"Ti decidi a dirmi dov' lo Zodiaco?" dico.
"Non lo so" dice. "Non l'ho pi visto da stamattina."
Gli pesto la faccia col destro, ma lascio un po' di spazio per pi tardi, sotto l'occhio sinistro e sul mento a destra.
"Avanti, parla" dico mentre mi riposo.
Sospira a lungo e chiude gli occhi.
"Mi dispiace" dice; "forse  ancora con la ragazza."
"Non  con la ragazza" dico prima di ricominciare.
Si mette a piangere con l'occhio libero e a urlare attraverso i denti.
"Non lo so. non lo so, non lo so" grida. "Va' al diavolo, maledetto ficcanaso. Non so dov' lo Zodiaco!"
Lo sto a guardare un momento poi mi do un colpo sulla fronte, ma non tanto forte, ragazzi.
"Hai ragione" dico. "Forse hai proprio ragione tu se pensi che  andato a cercare la ragazza. Non deve farsi dare le altre cinquantamila? Il lavoro l'ha fatto, no? Accidenti! Chiamami rimbambito, chiamami."
Lui sta zitto e allora lo pesto nei luoghi che ho lasciato liberi prima.
"Ti ho detto di chiamarmi rimbambito. Sei sordo?"
"Rimbambito!" soffia tra i denti, poi si rilassa e i chiodi fissi nel muro devono fare doppia fatica per tenerlo su.
Vado al banco.
C' gi pronta una seconda caraffa di Bourbon.
Verso un po' di liquido in un piattino e lo do a Greg. Il resto lo tracanno.
"Quello l" dico accennando a Tendina Nera, "mettimelo da parte per dopo insieme agli altri. Ho un conto piuttosto lungo da regolare. Andiamo, Greg."
Usciamo e rimontiamo in macchina.
Stupido a non pensarci subito.
Cinquantamila prima e cinquantamila dopo, no?
E lo Zodiaco non  tipo da aspettare che gli portino i quattrini a casa.
Quello prima taglia la corda per non farsi vedere, poi, quando tutto  calmo fila a casa della ragazza con l'intenzione di farsi sganciare quello che gli spetta.
Scommetto il gomito sinistro che  l che ronza attorno alla casa di Mattino d'Autunno ad aspettare che la ragazza arrivi.
 meglio non farlo aspettare troppo, cos premo l'acceleratore e filo verso Punta Bamba.
Ci si arriva in un attimo, ragazzi. Questa macchina conosce la strada e quasi non c' neanche bisogno di guardare i cartelli. li volante gira da solo e volta quando deve voltare. In vista del primo villino residenziale, c' un distributore di benzina.
Mi fermo e do un colpetto al clacson.
Un ragazzo corre fuori dal gabbiotto e viene a fermarsi davanti al cofano.
"Senti, ragazzo" dico; "dov' la casa della signorina Bula Nofer Pifer?"
Il ragazzo mi guarda e guarda la macchina.
"Uh uh!" dice. "Ma questa  la sua auto!"
"Proprio," dico. "Glie la devo portare. Ma se non mi dici dove abita dovr tenermi la macchina per me."
Si avvicina allo sportello.
"Sapete dov' il campo di golf?" dice.
"Lo so" dico.
"Bene" dice. "Voi guardate la Casina del Club. Alla vostra sinistra dopo un duecento metri circa, c' un'altra strada che costeggia il campo. La strada passa davanti a una villa color verde pisello, tutta terrazzi e vetrate. Quella  la casa della signorina Bula."
Faccio un fischio. Conosco la localit. Ci sono passato poco tempo fa e non mi servono altre indicazioni.
Saluto il ragazzo e filo.
Passo davanti alla Casina del Golf e vado a nascondere la macchina dietro una siepe alla prima svolta a sinistra.
Scendo e torno a piedi.
Dico a Greg di dare un'occhiata intorno alla villa. e magari anche dentro, se si pu. Non c' nessuna fretta e Mattino d'Autunno  al sicuro.
Cos vado a sentire un po' alla Casina del Golf come sono andate le cose, intanto che il mio socio fa la sua ispezione.
Nell'atrio d'ingresso c' poca gente, ma sulla destra dove  sistemato il bar c' una notevole animazione.
Riconosco in mezzo a un piccolo gruppo, la barbetta dell'ingegner Nollea, che pare piuttosto euforico e tiene fra le mani una grossa coppa d'argento.
La porta alle labbra e beve.
Dev'essere piena di champagne, perch un tipo che gli sta accanto glie la toglie dalle mani e se la incolla alle labbra, mentre gli altri si fanno largo a gomitate.
Vado in segreteria. Il segretario  seduto alla scrivania e alza la testa appena entro.
"Scusate se vi distolgo dalla vostra piega dei pantaloni," dico. "Volevo sapere se la polizia  ancora qui."
Il segretario si alza e fa un piccolo inchino.
"No, signore" dice. "La polizia ha gi finito tutto e se ne  andata da pi di mezz'ora. Se ne  andata anche dalla casa del signor Nofer Pifer perch il signor Nofer Pifer  rientrato al Club poco fa "
"Bene" dico. "Posso fare una telefonata?"
"Ma certo, signore" dice Piega dei Pantaloni indicandomi il telefono.
" meglio che provveda subito" dico. "La signorina Bula Nofer Pifer a quest'ora avr voglia di sgranchirsi le gambe."
"Come, signore?" dice Piega dei Pantaloni.
Alzo le spalle e formo il numero della Centrale.
Il tenente Tram c'.
"Salve, tenente" dico. " mezz'ora che ti cerco. Dove diavolo sei andato a ficcarti?"
" mezz'ora che ti cerco anch'io" dice Tram. "Avevo qualche domanda da farti ma tu hai pensato di tagliare la corda."
"Impegni urgenti" dico. "Non posso stare con le mani in mano."
"Gi" dice Tram. "Infatti."
"Ho un bel regalo da farti" dico, "e voglio vedere se questa volta ti lamenti. Si tratta n pi n meno che della persona che ha avuto l'idea di togliere di mezzo la signora Nofer Pifer. Se non ti disturba troppo, puoi andare a ritirare il pacco al mio ufficio.  l che ti aspetta. "
"Ma guarda!" dice Tram.
"Scusami se non faccio recapito a domicilio" dico, "ma non faccio concorrenza alla posta. Non hai che da portarti il pacco alla centrale e fargli quelle domande che occorrono."
"Si d il caso" dice il tenente Tram, "che abbiamo pensato di venirti a fare qualche domanda proprio nel tuo ufficio, dal momento che avevi tagliato la corda. Cos abbiamo trovato il pacco che dici."
"Ah, bene" dico. "E non mi ringrazi?"
"Mi piacerebbe farlo personalmente" dice.
"Non mancher certo l'occasione" dico. "Hai ottenuto piena confessione?"
"Macch. Non apre bocca! Dovresti provare tu, chiss che tu non sia pi fortunato."
"Vuoi che venga l?" dico.
"No, non qui" dice il tenente Tram. "All'Obitorio."
Sento che appende il ricevitore e io rimango l con la mascella rigida mezzo congelata.
All'Obitorio!
Mattino d'Autunno all'Obitorio!
Porco Mambo, ragazzi! Non pu essere!
Non ho mai ammazzato nessuno con due sberle!
Mattino d'Autunno all'Obitorio, ragazzi, non pu essere! Era viva quando l'ho lasciata sulla branda del mio ufficio. Accidenti se era viva!
Se l'hanno portata all'Obitorio, qualcuno deve averla fatta fuori!
Per forza! Non si pu portare una ragazza all'Obitorio perch ha preso un paio di schiaffi.
E chi pu averla fatta fuori?
Forse lo Zodiaco l'ha seguita per farsi dare i cinquantamila? Forse lei non ha voluto dargli i soldi che gli aveva promesso?
Porco bue, gente! Non riesco a rassegnarmi di pensarla morta. La vedo col vestito azzurro e le foglie gialle. La vedo con la catenella d'oro attorno al dito, e non vedo niente altro.
Ho ancora in mano il ricevitore del telefono e mi avvio alla porta ma non mi accorgo nemmeno che sto camminando.
"Signore!" dice Piega dei Pantaloni.
Gli metto in mano il ricevitore ed esco.
Ho bisogno urgente di un po' di carburante. cos vado al bar e chiedo un Bourbon doppio.
Lo verso tutto nello stomaco, poi prendo fiato e mi guardo intorno.
Col secondo doppio torno perfettamente lucido e vedo che il gruppo intorno a Barbetta continua a bere e a parlare. Sento che Barbetta spiega il suo colpo che l'ha fatto vincere proprio quando oramai credeva di aver perso la partita.
Mi avvio verso l'uscita e sono quasi a met strada quando vedo il signor Nofer Pifer in piedi accanto a un finto caminetto di marmo. Ha gli occhi rossi come se avesse pianto e si passa con gesto nervoso il dito indice sul timone che ha in mezzo alla faccia.
Un tipo dall'aria afflitta gli si avvicina e gli batte una mano sulla spalla.
"Ho sentito della disgrazia" dice. "Non ho parole, amico mio."
Nofer Pifer alza le spalle.
"Ha avuto una fortuna spaventosa," dice. "Ha messo in buca da quindici metri e io ho impiegato tre colpi per uscire dal bosco. Ho perso la coppa per un solo punto."
Stringo i denti, poi volto le spalle ed esco all'aria aperta.
Lentamente passo davanti alla villa verde pisello.
 tutto chiuso e sembra deserta.
Greg sta ispezionando, ma non mi importa pi di niente e non so nemmeno io perch.
Vado fino alla macchina, poi salgo e accendo il motore. Greg pu restare qui intorno, tanto non c' niente da fare e qui l'aria  pi buona che in citt.
Faccio marcia indietro e prendo la strada del ritorno.
Penso che il posto dove sono seduto io, fino a poche ore fa era occupato da una bionda che somigliava a un Mattino d'Autunno.
E adesso a che cosa somiglier?
Cosa ti prende, Pipa?
Non  proprio il caso di mettersi a singhiozzare per una bionda che si  ficcata nei guai e che adesso ha quello che si merita.
Prendo fiato e accelero.
Arrivo in citt e mi dirigo verso casa, ma poi cambio idea.
Dieci minuti dopo mi fermo davanti all'Obitorio.
Il custode mi conosce e si alza dal suo tavolino appena mi vede.
"Hanno portato qualcuno poco fa?" domando.
Lui fa cenno di s e si avvia verso lo stanzone.
"Vi aspettavo" dice. "Il tenente Tram ha detto che probabilmente sareste venuto."
Mi cede il passo sulla soglia e fa un cenno con la testa.
"Quel tavolo l in fondo" dice. Poi se ne va e chiude.
C' un tavolo l in fondo, con un corpo sopra, coperto da un lenzuolo.
Mi avvicino.
Non sono una donnetta, ragazzi, e ne ho visti di spettacoli durante la mia carriera, cos afferro il lenzuolo e lo sollevo.
Rimango col braccio alzato e con nel pugno un lembo del lenzuolo, secco come un baccal, con gli occhi fissi e la bocca semiaperta, e qualcosa che pian piano mi si muove dentro, mi sale su per la gola, mi arriva sulla punta della lingua e mi scioglie la paralisi della mascella.
Sento che dico qualcosa e ascolto cosa dico.
"Non  lei, porco Mambo" dico. "Non  lei, ragazzi, non  lei."
Accidenti, gente, che scherzo stupido che  quello!
 la prima volta che lo vedo morto, ma giuro che si tratta dello Zodiaco, ragazzi, anche se  ridotto male, non mi ci vuole molto per riconoscerlo.




CAPITOLO 6.

Nel gioco delle domande e delle risposte c' sempre chi perde e chi vince - E c' anche chi nasconde un asso nella manica - Bisogna avere l'asso e anche la manica.

Un po' alla volta mi sgelo.
Uno non pu mica stare eternamente l a fissare un coso come quello.
Cos anch'io torno allo stato naturale, scosto meglio il lenzuolo e guardo come si guarda un morto per vedere di che cosa  morto.
Mi pare che abbia preso un brutto colpo, ragazzi, come uno che sta camminando per la strada e lo investe un carro armato di passaggio.
E che un reggimento di montanari con le scarpe chiodate gli abbia attraversato la faccia.
E oltre a tutto il resto, mi pare che il corpo abbia una brutta piega come se avesse la colonna vertebrale spezzata.
Rimetto gi il lenzuolo e mi passo la mano sul mento.
Dunque aspettate un po'.
Qui c' qualcosa che non funziona come dovrebbe.
Viene Mattino d'Autunno nel mio ufficio e io la confeziono a dovere pronta per la spedizione. telefono al tenente Tram perch vada a ritirarla e lui mi dice che ha gi ritirato il pacco e che l'ha portato all'Obitorio.
Vengo all'Obitorio per controllare e vedo che invece di Mattino d'Autunno c' lo Zodiaco morto.
E che ci fa uno Zodiaco morto nel mio ufficio? Chi ce l'ha messo? E Mattino d'Autunno?
 ancora li. oppure se l' squagliata?
Un momento che mi immagino la scena.
Tram e Caucci irrompono nel mio studio come due bisonti infuriati, ma chi ti trovano al mio posto?
Quel coso l bell'e secco. Neanche si guardano attorno perch giustamente pensano che io non sono il tipo che sta l ad aspettare la polizia con un morto sulle ginocchia.
Cos Mattino d'Autunno potrebbe essere ancora di l come l'ho messa io.
Oppure potrebbe essersi liberata prima, potrebbe aver sentito entrare lo Zodiaco, potrebbe averlo sistemato lei in quel modo. Non  il suo sicario?
E un sicario non  sempre pericoloso quando  vivo?
Ehi ragazzi, qui si vaneggia e si vaneggia forte.
Una creatura dolce e fragile come quella non pu aver combinato un macello simile.
Si fa presto a risolvere il mistero, e senza star l a far congetture e senza far sgobbare le cellule grigie. Si prende su e si va a dare un'occhiata in ufficio.
Vado alla porta, ma  chiusa.
Provo la maniglia ma non c' niente da fare. Non si apre.
Busso e sento la voce del custode.
"Vi serve qualcosa?" dice.
"Mi serve che voglio uscire" dico.
"Abbiate pazienza" dice. "Stanno arrivando i vostri amici."
"Porco bue! E chi sarebbero questi amici?"
"Il tenente Tram e compagni" dice. "Se aguzzate l'orecchio gi potete sentire il clacson della loro auto."
Sento la sirena che si smorza, infatti, e subito dopo la porta si apre e il sergente Caucci vien dentro allargando le braccia come quando uno vuol catturare una gallina, se avete presente.
"Eccolo" grida.
Vedo che si  levata la benda dalla lingua e adesso pu parlare.
Tram sbuca fuori con calma e mi guarda.
"Mettigli i braccialetti e andiamo" dice. "Non speravo di prenderti cos presto. Comunque ti avrei preso, o prima o poi. "
"Parli come se io stessi scappando" dico, "ma non capisco perch dovrei scappare."
"Appunto" dice Tram. "Cos facciamo quattro passi fino alla Centrale e quando siamo l facciamo una bella chiacchierata lunga. Sbrigati. Caucci."
"Peccato" dice Caucci. "Gi che siamo qua potremmo lasciarlo nel frigorifero.  ancora vivo, ma se  per questo, penso io a fermargli la circolazione. Una volta dirigevo il traffico."
Intanto che mi mette le manette, gli tiro un calcio con la punta della scarpa proprio sull'osso della caviglia, poi mi volto a guardare il custode.
"Siete stato voi a telefonare al tenente?" domando.
"Gi" dice. "Secondo gli ordini."
Gli metto il tallone sull'alluce mentre passo e ci giro sopra con tutto il peso, poi vado dietro al tenente Tram che si avvia verso la macchina.

* * *

"Avanti" dice Tram. "Ti metti seduto tranquillo. Questo  un pacchetto di sigarette e questa  una bottiglia di Bourbon. Voglio che non ti manchi niente."
"Grazie" dico. "Sei di una gentilezza che merita una medaglia."
Siamo nel suo ufficio alla Centrale.
"Chiacchieriamo con calma e parliamo chiaro" dice "perch io devo fare il mio rapporto e i rapporti devono essere chiari, come sai. Dunque cominciamo."
"Cominciamo pure" dico.
Mi verso un bicchiere di Bourbon, lo bevo e accendo una sigaretta.
"Prima di tutto ti ringrazio per il regalo." dice "ma vorrei sapere anche perch me l'hai fatto e che cosa significa. Se non mi sbaglio hai detto per telefono che quel tizio c'entra col caso Nofer Pifer."
"Mi sono sbagliato" dico, "e non era quello il regalo che volevo farti."
"Ah no?" dice. "E che cos'era?"
"Te lo dir un'altra volta" dico. "Adesso ho cambiato idea."
"Non sta bene cambiare idea al momento buono" dice il tenente. "Comunque faccio finta di lasciar correre e ti domando perch hai voluto prenderti il disturbo di cambiare i connotati a quel giovanotto."
"La domanda non  pertinente" dico, "perch io non ho cambiato i connotati a nessuno. Non ho la pi pallida idea di come quel tizio sia arrivato nel mio ufficio. Ammesso che tu l'abbia proprio trovato nel mio ufficio, e non si tratti invece di uno stupido scherzo che ti sei messo in mente di farmi. "
"Sai meglio di me che non si tratta di uno scherzo. E che quel tizio c'entri col caso Nofer Pifer non c' alcun dubbio. Guarda cosa gli abbiamo trovato in tasca."
Prende dal cassetto una pallina da golf e la fa correre sul piano della scrivania.
"Sai cos' questa?" dice.
"Certo che lo so" dico. "Sono stato un campione di golf anch'io, ai miei tempi. Ma il fatto che quel tizio abbia una pallina da golf in tasca non significa assolutamente niente. Quella pallina puoi metterla insieme a questa."
Prendo di tasca la pallina da golf, quella che mi ha fatto lo sgambetto, se vi ricordate, e la faccio correre sul piano della scrivania, verso il tenente Tram.
Lui la prende al volo e mi guarda.
"Vuoi spiegarmi?" domanda.
"Non c' niente da spiegare" dico. "Anche se tutti e due abbiamo in tasca una pallina da golf non significa che io conosca quel tizio, non significa che io l'abbia ammazzato, non significa che c'entri col caso Nofer Pifer. non significa che tu l'abbia trovato nel mio ufficio."
Il tenente Tram soffia tutto il fiato che ha nei polmoni, poi fa cadere le due palline da golf nel cassetto e chiude il cassetto con un colpo.
"Va bene" dice. "Ti mostrer le fotografe del cadavere prese nella stanzetta dietro il tuo ufficio."
"Dov'era il cadavere?" domando.
"Nella stanzetta dietro il tuo ufficio. Steso come si deve sulla brandina" dice Tram. "Con tutta l'aria di essere stato investito da un'automobile, e poi portato su."
Allora Mattino d'Autunno non c'era pi quando  arrivata la polizia.
E dove  andata a finire?
Porco Mambo. Qui c' qualcosa che non va.
Ho bisogno di pensarci, ragazzi. Ho bisogno di vedere come stanno le cose.
E prima che Tram metta le mani su Mattino d'Autunno, anche, perch se qualcuno deve mettere le mani su Mattino d'Autunno, ragazzi, quel tizio sono io.
Tram picchia con le unghie sul piano del tavolo.
"Infatti" dice "la macchina che l'ha investito pare che sia una Blimbust di propriet di un certo Chico Pipa, di professione investigatore privato, almeno fino a poco fa. "
"Non ho mai sentito una cretinata pi grossa" dico. "Io investo un imbecille qualsiasi, poi me lo porto in ufficio, poi telefono alla squadra omicidi perch lo venga a prendere. Poi vado in giro a dire che sono un furbo."
"Che sei un furbo lo hai dimostrato tante volte" dice Tram, "e ti confesso che questa volta non so proprio dove vuoi arrivare. Ma in galera ci arrivi certamente. La macchina  nel cortile qui sotto e gli esperti la stanno esaminando."
"Spero che intanto mi cambino l'olio del motore" dico. "Cosa sperano di trovare? Le mie impronte digitali?"
Tram alza le spalle.
"Avanti" dice. "Come hai conosciuto lo Zodiaco e perch l'hai fatto fuori?"
"Non l'ho mai visto prima di poco fa" dico, "e quando l'ho visto era gi all'Obitorio."
Tram manda un sospiro che pare non finisca pi, poi pesta un pugno su un campanello.
Caucci apre la porta e mette dentro la testa.
"Porta dentro quello l" dice Tram.
"Va bene, tenente" dice Caucci. Chiude, poi dopo un momento riapre e vien dentro tenendo per il braccio Tendina Nera. Vedo che non si  ancora rimesso dalla spazzolata che gli ho dato.
Appena dentro mi guarda con l'occhio libero e corre a rifugiarsi nell'angolo, a cavalcioni di una sedia, per proteggersi dietro la spalliera.
Tram mi punta il dito contro.
"Conosci questo qui?" dice.
"Certo che lo conosco" dice Tendina Nera. " venuto a pescarmi alla Rana d'Oro e mi ha quasi massacrato di botte. "
"Cosa voleva?" dice Tram.
"Voleva che gli dicessi dov'era lo Zodiaco."
"E tu gliel'hai detto?"
"Non lo sapevo."
"E cosa voleva dallo Zodiaco?"
Tendina Nera mi guarda e tira su col naso.
"Voleva vendicarsi" dice, "perch non  riuscito a portargli via la ragazza. "
Tram prende una sigaretta e l'accende.
"Avanti" dice. "Comincia dal principio."
"Stamattina" dice Tendina Nera "questo ficcanaso  entrato alla Rana l'Oro. C'era lo Zodiaco che stava uscendo con la sua ragazza. Una bellissima ragazza, signor tenente."
"Lascia stare i commenti" dice Tram "e vieni ai fatti."
"Questo qui l'ha guardata ben bene da tutte le parti e si  visto subito che gli piaceva. Ha cominciato a fare il prepotente e a volersi portar via la ragazza dello Zodiaco."
Tram mi guarda e io sto zitto.
"Abbiamo tentato di convincerlo a lasciar perdere, ma lui non ne ha voluto sapere" continua Tendina Nera, "cos siamo stati costretti a tenerlo fermo fin quando i due innamorati se ne sono andati per conto loro. Poi l'abbiamo un po' buttato fuori."
"E poi?"
"E poi poco fa  tornato all'attacco. Si vede che ha perso la testa per la ragazza, e lo capisco. Era splendida, tenente. L'avreste persa anche voi la testa. Io non sapevo dov'era lo Zodiaco, ma si vede che lui l'ha trovato lo stesso."
"Hai qualcosa da dire?" dice Tram.
"Neanche una parola" dico.
"La storia  verosimile" dice Tram. "So come diventi quando vedi una sottana."
"Manda via quell'idiota" dico, "mi fa nausea."
Tram si alza, va ad aprire la porta, e fa entrare Caucci.
"Andate a firmare la deposizione che avete dettato prima," dice a Tendina Nera. "Sapete che dovrete testimoniare."
Tendina Nera si alza.
"S, signor tenente" dice, poi si volta verso di me. "Mi dispiace per voi" dice. "Ve l'avevo detto di dimenticarla."
Gli allungo un calcio che purtroppo incontra la coscia di Caucci. Ma non importa. Ho sempre il vecchio conto da saldare e lo salder.
"Sfogati pure" dice Caucci; "tanto fra non molto funzionerai con l'energia elettrica come i ferri da stiro. E allora sar io che rider. "
Gli metto un altro calcio sull'altra coscia, sempre per ragioni di simmetria, si capisce.
Caucci spinge fuori pi che in fretta Tendina Nera, poi si chiude la porta alle spalle.
Appena siamo soli, Tram torna a sedersi al suo posto dietro la scrivania.
Io mi verso un bicchiere di Bourbon, e mi accendo un'altra sigaretta.
"E adesso puoi farmi qualche confidenza?" dice Tram.
"C' una cosa che ti interesserebbe molto di sapere" dico, "ma te la dir soltanto quando mi avrai raccontato i risultati delle tue indagini sul caso Nofer Pifer."
Tram sospira e si prende la testa fra le mani.
"Finiranno per cacciarmi via" dice. "Finisco sempre per accontentarti. Ma bada bene. Se non mi dai una spiegazione pi che esauriente di quel che ti va succedendo intorno, non esci dalle cantine qui sotto. Siamo intesi?"
Non faccio nemmeno lo sforzo di rispondergli.
Tram apre una cartelletta e prende dei fogli.
"La signora Gola Nofer Pifer  stata colpita alla tempia destra" dice Tram leggendo "con un arnese di legno duro, con lungo manico di metallo che i periti definiscono 'bastone da golf numero uno, denominato col termine tecnico di Drive usato dai giocatori per i colpi lunghi'. Pare che questo tipo di legno, nel momento in cui colpisce la palla, raggiunga, alla sua estremit, una velocit superiore ai duecento chilometri all'ora. Colpire la tempia di una signora a una velocit simile, si raggiunge il risultato che abbiamo visto."
Tram prende fiato e io sto in ascolto.
"La signora Gola Nofer Pifer" continua " stata colpita, secondo quanto risulta dall'esame necroscopico, fra le cinque e le otto del pomeriggio di ieri.
Il mio mento fa uno scatto in avanti.
"Cosa?" dico. "Quando  stata colpita?"
"Fra le cinque e le otto del pomeriggio di ieri" dice Tram.
"Aspetta" dico. "Ho bisogno di un minuto di raccoglimento."
Tram posa i fogli sul tavolo e mi guarda.
Io mi prendo in mano la fronte e penso.
Tra le cinque e le otto di ieri!
E allora stamattina, quando Bula  venuta alla Rana d'Oro la matrigna era gi stata sistemata da un pezzo.
E allora lo Zodiaco non c'entra e Mattino d'Autunno nemmeno.
Faccio un sospiro che non finisce pi e mi sento come uno che riceve in regalo una damigiana col rubinetto d'oro tempestato di brillanti, piena di Bourbon.
"Mi fa piacere" dico, e non so nemmeno io perch mi faccia piacere. "Puoi continuare."
Tram mi fssa in faccia, poi abbassa gli occhi sui fogli.
"La donna non pu essere stata colpita nel bosco" dice. "Gli alberi fitti e i rami non lasciano spazio sufficiente perch il bastone abbia lo slancio necessario a raggiungere la velocit adatta. Inoltre il fatto che la donna tenga stretto nel pugno il 'putter' dimostra che essa non poteva trovarsi nel bosco al momento in cui  stata colpita. Il 'putter' non  il ferro pi adatto per colpire la palla in un bosco. Si  appurato che la donna stava allenandosi nel prato davanti a casa sua, quando  stata colpita. Non abbiamo trovato l'arma del delitto."
Mentre Tram racconta, le mie cellule grigie lavorano per conto loro.
Un bastone da golf manovrato da una donna pu raggiungere una velocit sufficiente, anche se non supera i duecento all'ora, a produrre quel guaio che ha prodotto sulla tempia destra della signora Nofer Pifer.
Bula pu aver combinato il guaio ieri e pu aver affidato il compito di disfarsi del cadavere, allo Zodiaco, stamattina.
Ma perch lo Zodiaco l'ha portato proprio nel bosco del campo di golf?
No, la faccenda non funziona.
"Scusa un momento" domando a Tram. "Tu sai com' il gioco del golf. Tu metti la pallina sul prato, poi prendi il bastone e la colpisci con violenza. La pallina percorre una distanza dai centocinquanta ai duecento metri circa. Giusto?"
"Giusto" dice Tram.
"Bene" dico. "Adesso segui il mio ragionamento. Se al posto della pallina metti la signora Nofer Pifer e la colpisci con la stessa violenza, a che distanza puoi mandarla? Non dico centocinquanta metri, ma ottanta? Io dico che dal prato della villa dei Nofer Pifer al bosco dove  stato trovato il cadavere, la distanza non supera i settanta, settantacinque metri in linea d'aria."
Tram mi guarda fisso e intanto diventa rosso. Poi pesta un pugno sul tavolo.
"Non ammetto che si scherzi!" urla. "Io ti sbatto dentro e non ti tiro fuori pi fin quando non diventi nonno!"
"Io non scherzo affatto" dico. "Dicevo sul serio."
Tram si alza e fa qualche passo avanti e indietro per la stanza, cos per calmare i nervi.
Ci riesce e poi si risiede.
"Non ho nient'altro da dire" dice chiudendo la cartelletta con dentro i fogli. "Le indagini sono in pieno corso e gli interrogatori non sono ancora ultimati. Il signor Nofer Pifer  ancora in preda allo shock, in conseguenza alla perdita della partita e non lo si pu interrogare fin quando non si sar calmato. La servit  fuori da una settimana, il maggiordomo torner domattina. Dobbiamo ancora controllare i movimenti della figlia del signor Nofer Pifer. Fino a questo momento, la signorina Bula non  ancora stata rintracciata e nessuno sa dove sia andata a ficcarsi. La polizia la sta cercando."
Stiro le gambe, le braccia e faccio uno sbadiglio che potrebbe contenere tutto l'incartamento Nofer Pifer se a qualcuno venisse in mente di ficcarmelo in bocca.
Per fortuna ce solo il tenente Tram nella stanza e il tenente Tram  uno che non ha molto spesso delle idee luminose.
Decido di sparare la bomba.
"Adesso" dico, "tocca a me dire quello che so. Attaccati ai braccioli della poltrona."
"Sbrigati e non far storie" dice Tram.
Prendo fiato e butto fuori.
"La ragazza che stamattina stava con lo Zodiaco alla Rana d'Oro," dico, "somigliava a un Mattino d'Autunno e si chiamava Bula Nofer Pifer."
Dal modo come riceve la notizia non sembra molto emozionato.
"E adesso dov'?" domanda.
"Questo proprio non lo so" dico, "e ti assicuro che piacerebbe molto anche a me sapere dove si trova."
Tram si alza e viene a mettersi davanti a me. Poi si china, mi prende per il colletto e comincia a scuotermi come un albero di noci.
"Disgraziato, idiota, assassino!" grida. "Hai fatto fuori lo Zodiaco e hai nascosto la ragazza da qualche parte. Voglio sapere dov', hai capito, e lo voglio sapere subito, adesso, qui."
"Smettila di scuotermi in questa maniera" dico. "Mi fai cadere tutti i capelli."
Smette e fa un passo indietro.
"Ho l'aria di dire una bugia, forse?" dico. "Che non sappia dov',  la pura e semplice verit."
Allungo la mano per prendere la bottiglia del Bourbon e versarmene un bicchiere, ma Tram arriva sulla bottiglia prima di me, con un colpo le fa attraversare il locale e la manda a sbattere contro la parete al di l della scrivania.
A vedere tutto quel carburante che schizza sul muro e si sparpaglia sul pavimento, mi vien da piangere.
"Non dovevi farlo" dico. "Ti lasci prendere dai nervi!"
"So io quel che devo fare e non devo fare" dice Tram. Pesta un pugno sul campanello e Caucci arriva di corsa.
"Mettigli le manette" dice Tram. "E poi vuotagli le tasche. Sta qua a dormire."
"Oh! Sono contento" dice Caucci. "Dar ordine di fargli il letto. E stassera prima che ti addormenti verr a rimboccarti le coperte."
"Ti deciderai a parlare" dice Tram. "altrimenti hai la vecchiaia assicurata qua dentro."
Caucci mi chiude le manette attorno ai polsi. poi comincia a levarmi la roba di tasca e a buttarla sul tavolo.
Le chiavi di casa, le sigarette, i fiammiferi, la mia patente, la licenza di investigatore, il porto d'armi...
Porco bue!
L'assegno.
Tram lo prende e lo guarda.
Poi fa un fischio.
"Finalmente qualcosa si vede" dice: "e questa non  una delle solite frottole che racconti."
Prende l'assegno con due dita e me lo sventola davanti al naso.
"Avanti" dice. "Cosa ti senti di inventare, questa volta?"
"Cos'?" dico. "Un assegno?"
"Gi. un assegno di trecento bigliettoni da mille, intestato a Chico Pipa e firmato da Bula Nofer Pifer."
"Oh bella!" dico.
Caucci mi prende per la manica.
"Lasciate fare a me. tenente" dice. "Gli faccio tirar fuori tutto quello che ha in corpo, comprese le budella."
Con la mano rigida gli do un colpo di taglio appena sotto lo stomaco, che quasi lo divido in due.
"Portalo via" grida Tram. "Non voglio pi vederlo fino a domani. Sono stufo di averlo sotto gli occhi, portalo via. Via!"
Prende una seggiola per la spalliera e la scaglia contro la porta, ma io e Caucci siamo gi fuori.
"Certe volte" dico, "il tenente non riesce a dominare i suoi nervi. Dovrebbe sorvegliarsi un po' di pi, non pare anche a te? Ma in fondo  una gran brava persona!"




CAPITOLO 7.

Si incontra gente che si  gi incontrata e si ha la conferma che il vizio delle gomme  un brutto vizio - Ma stavolta chi ne va di mezzo?

Vi ricordate lo scherzetto del ghiaccio?(1)
Purtroppo adesso non ho pezzetti di ghiaccio in tasca come quella volta, e poi certe cose si fanno una volta sola perch la seconda volta non attacca pi.
Cos bisogna che inventi qualcosa di nuovo per tagliare la corda, perch non ho nessuna intenzione di passare, non dico una notte, ma nemmeno un'ora nelle prigioni della Centrale.
Prima di tutto sono locali troppo piccoli per me: io sono un tipo che ha bisogno di spazio. Poi perch ho molte cose da fare, e certe cose  sempre meglio che le faccia io. piuttosto che la polizia.
Ho le manette ai polsi e Caucci mi cammina incollato al fianco destro.
"Sono stanco morto" dico. "Oggi ho avuto una cattiva giornata. Ti dispiace se cammino seduto?"
Caucci mi guarda e intanto io piego le ginocchia e cammino cos con le ginocchia piegate.
Caucci mi si mette davanti e mi sbarra il passo.
"Non fare il cretino" dice. "Alzati dritto."
Mi concentro e immagazzino potenza nelle gambe.
Quando ne ho immagazzinata abbastanza, parto verso l'alto come un razzo che deve entrare in orbita, colpisco in pieno con la zucca il mento di Caucci e mando il sergente a sbattere contro il soffitto.
Non sto l ad aspettare che torni a terra. Infilo le scale e in un attimo sono al pianoterreno.
Con una pedata mando in frantumi le manette, poi esco nel cortile dove sono allineate tutte le camionette.
Salto sulla prima, accendo il motore e filo fuori dal cortile e intanto sento le sirene che si mettono a suonare e un gran trambusto un po' dappertutto.
Filo a tutta birra. Faccio funzionare la sirena cos non sto ad aspettare che si accenda il verde ai semafori, per passare.
Ho via libera dappertutto, e il traffico si ferma quando passo io.
 una bella soddisfazione ragazzi, guidare una macchina della polizia.
A un incrocio vedo una camionetta che mi taglia la strada a tutta velocit.
Da una strada laterale ne spunta un'altra che si mette a inseguire la prima.
Mi viene da ridere e vado avanti.
Due camionette si lanciano all'inseguimento di una terza tutte con le sirene al massimo.
Una quarta camionetta si unisce al gruppo e io mi metto in coda.
 buio e le strade non sono illuminate abbastanza per vedere se a bordo c' un uomo in borghese o un paio di poliziotti. Per tutta la citt, camionette inseguono altre camionette e poliziotti prendono di mira le gomme con le loro pistole.
Mi dispiace, ma domani la vendita dei copertoni e delle camere d'aria aumenter notevolmente.
Le radio trasmettono in continuit i dati della camionetta rubata, ma se un poliziotto si vede attraversare la strada da una macchina della polizia lanciata a tutta velocit, si butta all'inseguimento e spara, prima ancora di controllare se il numero della targa corrisponde o no.
A una trasversale, lascio la carovana e taglio a destra.
Spengo la sirena e i fari e vado avanti per un po' cos, poi entro in una strada buia, scendo e proseguo a piedi.
Percorro cinque isolati prima di arrivare all'Obitorio.
Accanto al marciapiede c' ancora la decapottabile azzurra di Mattino d'Autunno.
E c' ancora la chiave con la catenella d'oro, al suo posto, cos non ho che da girarla per accendere il motore.
Adesso posso andare tranquillo.
Nessuno cerca una decapottabile azzurra.
Mi scosto e lascio passare le macchine della polizia, quando sento le sirene, e intanto mi porto nella strada dove ho l'ufficio.
Bisogna che vada a dare un'occhiata, tanto tutti penseranno che io non sono tanto scemo da tornare in ufficio, e cos sono sicuro che non trover gente ad aspettarmi.
Lascio la macchina nel vicolo laterale e salgo.
Avevo ragione: l'ufficio  deserto anche se non  proprio in ordine come l'avevo lasciato quando sono uscito.
 chiaro che c' stato un po' di via vai in tutto questo tempo.
Vado nella stanzetta dove c' la branda.
Di Mattino d'Autunno nessuna traccia, e nessuna traccia dello spago che avevo usato per fare il pacco.
Il bicchiere di Bourbon  sparito e penso che se lo sia portato alla Centrale il tenente Tram, per controllare le impronte.
Nell'ufficio c' pi disordine.
La poltrona  rovesciata e il piano della scrivania  tutto sottosopra come se avesse soffiato il vento.
Raddrizzo la sedia e mi siedo.
Con l'aiuto delle cellule grigie ricostruisco la scena.
Vedo Pancia di Ferro e Sonno che entrano in compagnia dello Zodiaco.
Non posso sapere il perch, ma una cosa  certa: il piano della mia scrivania parla chiaro: lo Zodiaco volta le spalle alla mia scrivania quando Pancia di Ferro gli viene addosso come un carro armato, proprio come ha fatto con me alla Rana d'Oro.
Questa  la sua tecnica, gente.
Vedo Sonno che gira attorno alla scrivania. passa il suo braccio col tatuaggio del carro da morto attorno alla gola dello Zodiaco e tira in gi.
Sento il rumore della spina dorsale che mi si spezza, solo a pensarci.
E la nuca dello Zodiaco va a toccare il piano, poi sulla faccia si mettono a piovere pugni e non c' modo di aprire l'ombrello, ragazzi!
Quando se ne vanno, Pancia di Ferro va a investire la mia automobile ferma qui sotto casa e mi sfonda il fanalino di destra.
E Mattino d'Autunno?
Quando mettono lo Zodiaco sulla brandina, la brandina  vuota. Possibile che se ne sia andata da sola?
E se l'avessero portata via loro?
Porco bue, gente! Pu essere proprio cos.
Ma che se ne fanno di una bella ragazza cos impacchettata?
Se la portano via, accidenti, e poi disfano il pacco. Fa gola a tutti una ragazza come quella.
Mi sento prudere le ginocchia solo a pensarci, cos devo pestare un pugno sulla scrivania e la sfondo.
 ora di muoversi. Apro lo schedario dietro di me, prendo la bottiglia del Bourbon e bevo a garganella.
Vado nel ripostiglio, prendo un mitra, lo smonto e mi metto i pezzi nelle tasche dei pantaloni, e una buona riserva di pallottole nella tasca della giacca.
Esco, salto sulla decapottabile azzurra e filo.
Vedo che a quest'ora auto della polizia che si inseguono, ce ne sono poche in giro. Ma ce ne sono molte ferme con le gomme a terra e con gli agenti intorno che discutono.
Non ho tempo di mettermi a ridere.
Non faccio neanche in tempo a ingranare la seconda che sono gi arrivato alla Rana d'Oro.
Accosto la macchina al marciapiede, scendo ed entro.
Il giovanotto coi baffetti sta gi riempiendo la caraffa di Bourbon.
Mentre sta ancora versando gli levo la caraffa di sotto la bottiglia, bevo, e rimetto la caraffa sotto il getto del carburante.
Il locale  pieno di gente e di fumo, ma appena mi vedono tutti smettono di parlare e di ridere.
Ci sono tutti quelli della prima volta. Assente giustificato: lo Zodiaco che in questo momento ha altri impegni all'Obitorio.
Assente ingiustificato Pancia di Ferro.
Sento Sonno che russa e Tendina Nera che appena mi vede comincia a tremare.
Sembra uno di quei giocattolini che si caricano e che camminano a passettini corti corti. Infatti ho l'impressione che il tremolio lo faccia spostare adagio adagio verso una porta in fondo al locale.
Prima che arrivi a mettere la mano sulla maniglia, arrivo io a mettergli la mano sul collo.
Lo sollevo di peso e lo porto a sedere sulle ginocchia di Sonno.
"Mettigli il carro da morto sotto il mento," dico, e siccome Sonno fa finta di non capire, gli prendo il braccio col tatuaggio e lo metto attorno alla gola di Tendina Nera, poi gli prendo l'altro braccio e faccio un bel nodo come quelli che si fanno con le cravatte.
Poi mi metto a camminare sulla faccia di Tendina Nera coi pugni fin quando vedo che si addormenta.
"Adesso puoi disfare il nodo" dico a Sonno. Vado al banco, mi bevo il resto del Bourbon.
Quanto sento che il serbatoio  abbastanza pieno, vado alla porta in fondo al locale, la apro.
"Torno subito" dico, e esco in un corridoio lungo e buio.
A met corridoio trovo una scala. Salgo fino al primo piano dove c' un pianerottolo con quattro porte.
Ne apro due, una dopo l'altra.
Metto il naso in due camere da letto, vuote.
La terza  chiusa, ma non sto a perder tempo a bussare. La apro con un pezzetto di fil di ferro ed entro.
Non avevo sbagliato.
C' Pancia di Ferro che al momento in cui entro sta ridendo, ma smette subito.
Sul letto c' Mattino d'Autunno ed  ancora confezionata come l'ho confezionata io molto tempo fa.
"Ah bene" dico. "Non avete ancora disfatto il pacco."
Non ho tempo di vedere se Mattino d'Autunno dorme o  sveglia.
Appena mi vede Pancia di Ferro raccoglie le trippe, si alza e mi marcia incontro.
Se crede che io stia l a farmi investire, sta fresco.
In molto meno di un batter d'occhio monto il mitra, lo carico e sparo una sventagliata che gli butta gi tutti i denti superiori.
Vedo che Pancia di Ferro ci tiene alla dentatura.
Sputa fuori i denti, poi si china a raccoglierli.
Intanto io vado a disfare il pacco e a liberare Mattino d'Autunno dalle corde e dai bavagli.
Non mi occorrono altri occhi supplementari per seguire i movimenti di Pancia di Ferro: sta contando i denti e pare glie ne manchi qualcuno perch mette le ginocchia a terra e fruga sotto il letto.
"Stai tranquilla, bambola, tra un momento ce ne andiamo" dico.
Prendo le corde, lego le gambe di Pancia di Ferro poi gli prendo le mani, glie le metto dietro la schiena e le fisso con le corde alle reni.
Poi lo volto con la pancia in su.
"Non ti preoccupare per i denti" dico. "Te li cerco io."
Vedo che c' un molare vicino alla gamba del tavolino. Lo raccolgo e glie lo metto in bocca.
Proprio in cima alla pancia, vedo che c' una ammaccatura, qualche macchiolina sospetta e dei segni di vernice.
C' un bottone dei pantaloni rotto, e nel tessuto ci dev'essere conficcata qualche piccolissima scheggia di vetro.
"Bene" dico. "Qui abbiamo le prove per l'investimento dello Zodiaco e poi del fatto che sei andato a sbattere col pancione contro il fanale della mia macchina.*
Gli piacerebbe dire qualcosa, ma non si arrischia ad aprire la bocca per non perdere il molare che gli ho messo sulla lingua.
Mi volto a guardare Mattino d'Autunno.
Si sta massaggiando i polsi e le caviglie, e intanto mi guarda con la stessa espressione che ho visto due anni fa in una ragazza che stava guardando un rospo.
"Mascalzone!" dice. "Tutta colpa vostra. Dobbiamo saldare i conti, noi due."
"Certo che dobbiamo saldare i conti" dico. "Intanto comincia a prepararti che ce ne andiamo di qui. Io porto gi il bagaglio e torno subito a prenderti. "
Smonto il mitra e rimetto i pezzi nelle tasche dei pantaloni, poi prendo su Pancia di Ferro, come si prende una valigia, se avete presente. Per la maniglia.
Esco, scendo, attraverso il locale e intanto tutti si fermano a guardarmi.
Sonno sta rinfrescando Tendina Nera con impacchi di schiuma di birra, ma gli do appena un'occhiata.
Esco in istrada, apro il portabagagli della decapottabile, ci butto dentro Pancia di Ferro poi chiudo a chiave.
Rientro e riattraverso il locale.
Intanto che passo davanti al banco, prendo la caraffa di Bourbon e bevo. Il giovanotto coi baffetti me l'ha riempita un'altra volta.
Vado di sopra.
Mattino d'Autunno sta finendo di fare toeletta.
"Se pensate che io venga con voi. vi sbagliate" dice.
Alzo le spalle.
"Se alla mia compagnia preferisci la galera" dico, "fa' come ti pare. Appena fuori di qui ti impacchettano e ti mettono al fresco. Ma non questi gradassi, quelli della polizia. E quando ti mettono al fresco loro, io non posso certo tirarti fuori."
"Che c'entra la polizia?" dice.
"C'entra s" dico. "Ma adesso non ho tempo di star qui a spiegarti. Sbrigati."
Vado avanti e lei mi segue.
Scendiamo e attraversiamo il locale. Tutti stanno zitti e il silenzio  perfetto, vuol dire che Sonno  andato a russare da qualche parte.
Sfiliamo come due modelle davanti al pubblico della grande sartoria e usciamo in istrada.
Appena fuori vedo che Sonno sta tentando di aprire il portabagagli della macchina, ma vedo anche che tutte e quattro le gomme sono sgonfie.
Prendo Sonno per il fondo dei pantaloni e lo porto davanti alla ruota anteriore destra.
"Allora  un vizio il tuo!" dico, "questo di sgonfiare le gomme. O ti d fastidio l'aria?"
"E adesso come si fa?" dice Mattino d'Autunno.
"Non ti preoccupare, bambola" dico. "Vediamo subito se funziona la pompa."
Metto Sonno l per terra, poi gli ficco tra i denti la valvola della camera d'aria della ruota anteriore destra.
"Stringi" dico "e risparmia il fiato. Tira su col naso e soffia con la bocca."
Poi con tutte e due le mani gli premo sui polmoni fin quando li sento vuoti, poi alzo le mani e lui aspira col naso, quando i polmoni sono pieni d'aria torno a premere e cos via fin quando la gomma  bella gonfia.
Metto il cappuccio alla valvola e porto Sonno alla ruota di sinistra.
Ripeto l'operazione, e cos faccio per tutte e quattro le ruote.
"Ingegnoso" dice Mattino d'Autunno.
"Mi arrangio come posso" dico.
Poi apro il portabagagli e metto Sonno a tenere compagnia a Pancia di Ferro.
"Potremmo averne bisogno ancora" dico.
Mattino d'Autunno si siede al volante e io mi infilo al suo fianco.
"Cosa ne facciamo di quei due?" dice Mattino d'Autunno.
"Li porter al tenente Tram" dico. "Lui sa cosa farsene. Ma non subito. Abbiamo qualcosa d'altro da fare, prima."
"Per esempio?"
"Per esempio, discorrere" dico.
Parte come un razzo e vedo che prende la strada per Punta Bamba.
"Dove pensi di andare?" dico.
"A casa mia," dice Mattino d'Autunno.
"Allora ti conviene puntare direttamente alla Centrale," dico. "A casa tua ci prendono e ci spediscono alla Centrale senza nemmeno metterci in una busta di cellophane."
C' una banchina di sosta a lato della strada. E anche se  buio pesto lei la vede benissimo e ci si infila con la macchina.
"Avanti" dice. "Cos' questa storia della polizia?"
Spegne il motore e il canto dei grilli si confonde col russare di Sonno.
"Aspetta un momento" dico.
Scendo, apro il portabagagli, prendo un gomito di Pancia di Ferro e lo infilo in gola a Sonno. in modo da smorzare il rumore che fa.
Poi blocco la testa di Sonno dietro la ruota di scorta.
Chiudo a chiave.
Adesso il canto dei grilli si sente. E mi piace sentire il canto dei grilli quando sto con una ragazza al buio, ai lati di una strada.
Anche se devo discorrere d'affari.
Lei si guarda nello specchietto, poi si mette comoda sul sedile.
Mi metto comodo anch'io ma lascio un bel po' di spazio tra me e lei.
 meglio farle capire subito che voglio tenere le distanze, e che non  il caso di buttarmi le braccia al collo, come ha gi fatto la prima volta.
"Avanti, parla" dico. "Comincia da dove vuoi, ma tieni presente che non voglio sentire bugie. Hai gi raccontato troppe frottole per i miei gusti."
Lei si volta a guardarmi.
"Voglio sapere cosa succede" dice, "e cosa c'entra la polizia in tutto questo. "
"Si d il caso" dico "che la polizia voglia vederci chiaro nei tuoi rapporti con lo Zodiaco. Se credi di farla franca, ti sbagli. Il tenente Tram  pi cocciuto di un mulo e finir per cavarti di bocca tutto quello che vuoi tener nascosto a me."
"Perch mai questo tenente Tram vuol ficcare il naso nei miei affari personali?" dice.
"Pare che l'incarico che hai affidato allo Zodiaco" dico "sia in stretto rapporto con la testa rotta della tua matrigna."
Mi pianta gli occhi alla radice del naso e resta una dozzina di secondi con la bocca aperta.
"Cosa avete detto della mia matrigna?" dice.
"Che qualcuno le ha rotto la testa con un bastone da golf" dico.
Questa ragazza  un fenomeno, gente!
Non ho mai visto uno stupore cos genuino.
Casca dalle nuvole cos bene che si sente perfino il rumore che fa quando tocca terra.
Io mi domando se  possibile arrivare a essere cos perfetti senza aver preso lezioni alla Universit delle Espressioni Facciali.
"Qualcuno ha rotto la testa a Gola!" dice.
Poi ho l'impressione che si sia rotta una molla sotto il sedile, proprio come  successo nel mio ufficio qualche ora fa, e Mattino d'Autunno mi schizza addosso, mi butta le braccia al collo e si mette a piazzare baci dalla cravatta in su.
"Questa  una bella notizia" dice ficcando le parole tra un bacio e l'altro.
"Sar una bella notizia" dico "ma al tenente Tram non piace."
Lei mi prende per un orecchio e mi sposta la testa di una dozzina di centimetri pi in l.
"Ascolta bene" dice tra i denti. "Se questa  un'altra tua frottola come quella che mi hai raccontato nel tuo ufficio a proposito della Coppa vinta da mio padre, giuro che ti cavo gli occhi e li butto nel fosso qui sotto."
"A quanto pare l'idea ti entusiasma" dico. "Non sei mica stata tu. per caso, a fare quel bel lavoretto?"
"L'avrei fatto volentieri" dice. "Se non altro per salvare la vita a mio padre."
"Ma qualcuno  arrivato prima di te e ti ha tolto il disturbo" dico. "Molto comoda la faccenda."
La prendo per i fianchi e la sposto fin contro lo sportello di sinistra.
" venuto il momento di mettere in chiaro tutte queste storie" dico. "E di parlare senza peli sulla lingua. Voglio sapere in che cosa consiste l'incarico che hai affidato allo Zodiaco."
Lei abbassa la testa e chiude gli occhi.
"Non posso dirlo" dice.
"Lo Zodiaco era nel bosco del campo di golf proprio dove si trovava il cadavere della signora Nofer Pifer" dico. "E sei stata tu a mandare lo Zodiaco al campo di golf. La polizia vorr sapere perch l'hai mandato l, e anch'io lo voglio sapere."
Mi d una rapida occhiata di traverso, poi vedo che le spunta una lacrima dall'occhio destro.
Accidenti le viene da piangere.
"Avanti, sbrigati prima che piova" dico. "La storia la voglio asciutta e non bagnata."
Tira su col naso.
"Deve restare un segreto" dice, "altrimenti  uno scandalo! Possono buttar fuori mio padre dal Circolo del Golf. "
"Rester un segreto se sar possibile" dico. "Ma non possiamo star qui tutta notte."
"Voglio molto bene a mio padre" dice. "Farei qualunque cosa per lui. Sono dieci anni che mio padre si batte per vincere la coppa Cereale, ma non  mai stato in grado di conquistarla.  la sua pi grande aspirazione. Anche quest'anno si  preparato con scrupolo e l'avrebbe vinta sicuramente se non gli fosse capitato di disputare la finale contro l'ingegner Nollea. E quello  l'unico socio del Circolo che mio padre non  mai riuscito a battere."
"E allora?" dico.
"Cos ho pensato di trovare qualcuno che aiutasse mio padre a vincere la coppa e l'ingegner Nollea a perderla" dice.
Porco bue!
Le guardo un po' gli occhi, un po' il naso e un po' la bocca.
"Lo Zodiaco" dico " uscito dal bosco del campo di golf, con due palline in tasca. E ho sentito l'ingegner Nollea lamentarsi perch ha perduto due palline nei boschi rimettendoci quattro punti di penalizzazione."
Lei fa schioccare le dita.
"Lo Zodiaco ha fatto quello che doveva fare" dice. "Si  nascosto nei boschi e ha seguito la gara prendendosi le palline che l'ingegner Nollea mandava nei boschi. Solo due, purtroppo. Quattro punti di penalizzazione non sono bastati per far vincere mio padre!"
Adesso si mette proprio a singhiozzare.
"Allora" dico "cinquantamila prima e cinquantamila dopo se tuo padre avesse vinto la coppa!"
Fa cenno di s col capo.
Sono disposto a crederle, porco Mambo, anche se cento bigliettoni da mille per un lavoro del genere sono un po' troppi.
Ma ognuno  padrone di spendere i suoi quattrini come vuole.
Sarebbe da prenderla a schiaffi: combinare un simile guaio per una stupidaggine del genere. Ma mi trattengo.
"Cos" dico "lo Zodiaco era nei boschi a raccogliere palline, quando gli  capitato fra i piedi il cadavere della signora Nofer Pifer. Non  stato l a domandarsi da che parte  piovuto e ha tagliato la corda pi che alla svelta, anche perch lo Zodiaco appartiene a quella categoria di gente che deve fare una fatica del diavolo per convincere la polizia che non c'entra, e non sempre ci riesce. L'ho visto quando  uscito dal bosco. Era stravolto."
Sospira e si sposta di due centimetri verso di me.
"E tu" dice "cosa eri venuto a fare da quelle parti? "
Copre la distanza che ci divide in un tempo record e mi chiude la bocca con la sua in modo che io non possa nemmeno rispondere.
Poi quando pensa che io abbia dimenticato la domanda si sposta quel tanto che basta per permetterle di parlare.
"Voglio che tu cerchi l'assassino della mia matrigna" dice "e che lo trovi."
"Che ti importa?" le domando.
"Mi importa s" dice. "Voglio ringraziarlo."
Stiamo un momento ad ascoltare il canto dei grilli, poi torno a mettere Mattino d'Autunno al suo posto contro lo sportello di sinistra.
"Chi l'ha fatto" dice "ha salvato la vita a mio padre."
"Mettiamo da parte questo argomento, per adesso" dico; "e raccontami cosa  successo nel mio ufficio quando sono uscito."
"Quando sei uscito non so" dice lei. "Mi sono svegliata quando quelli sono entrati: ho sentito lo Zodiaco che protestava e gli altri due che ridevano. Ho sentito tutto quello che dicevano. Volevano i cento bigliettoni da mille. Lo Zodiaco piangeva e diceva che ne aveva solo cinquanta. Si sono presi i cinquanta e poi hanno detto che lo Zodiaco doveva stare tranquillo, la colpa di tutto quello che stava per succedere doveva ricadere su di te perch c'erano un mucchio di testimoni che avevano visto la scena della gelosia. Per questo lo avevano portato nel tuo ufficio. Poi ho sentito urlare e un gran rumore come di un carro armato che viene avanti. In quel momento sono riuscita a far scivolare gi il bavaglio e ho cacciato un grido. I due sono venuti nella stanzetta e appena mi hanno visto si sono messi a ballare dalla gioia. Il grassone diceva che cos aveva trovato le cinquantamila che mancavano e forse parecchio di pi. Cos hanno messo lo Zodiaco al mio posto e mi hanno portata via."
"Lo Zodiaco avr detto quello che ha visto nel bosco" dico "e loro hanno pensato di ricattarti."
"Gi" dice lei.
"Se le cose stanno cos" dico "non sar facile convincere il tenente Tram."
"Le cose stanno cos" dice lei.
"Io sono disposto a crederti" dico. "Ma cento biglietti da mille per rubare due palline da golf, effettivamente sono un po' troppi. E l'assegno di trecentomila nel mio portafoglio, cosa ci sta a fare?"
"Ti ho assunto per indagare sulle intenzioni della mia matrigna" dice lei. " chiaro."
"Non tanto" dico. "Potremmo anche esserci messi d'accordo. Cos  meglio che Tram non ti trovi per un po' di tempo. Non hai qualche posto dove andare a nasconderti?"
Sta un po' a pensare.
"Dai Busci" dice. "Hanno una fattoria a met strada per Punta Bamba. dove allevano pappagalli. Sono amici miei."
"Molto bene" dico. "Ti accompagno l e non ti muovi fin quando non te lo dico io."
Apro lo sportello e scendo.
Vado a dare un'occhiata dentro al portabagagli. Sonno mi guarda da sotto il gomito di Pancia di Ferro e Pancia di Ferro sembra che dorma.
Non sono molto comodi l dentro.
"Non  colpa mia se questo tipo di automobile non ha il portabagagli molto ampio" dico. "Ma vedo che con un po' di buona volont vi siete adattati al poco spazio."
Lascio circolare un po' l'aria.
"Non so quando vi potr scaricare" dico. "Comunque se dovesse mancarvi l'aria, non avete che svitare la valvola della ruota di scorta. C' dentro una buona riserva. Ma fate economia."
Chiudo il portabagagli e torno al mio posto.
"Possiamo andare" dico.
Lei accende il motore e parte.
Dopo un po' volta a destra e prende per una stradetta fin quando vediamo una casa con un grande porticato e delle luci accese.
Si ferma a una cinquantina di metri, scende, corre verso l'ingresso.
Vedo la porta che si apre, un paio di persone che si stagliano nel rettangolo di luce, delle braccia che si agitano, degli abbracci, sento delle esclamazioni di gioia.
Poi Mattino d'Autunno, corre verso di me, si appoggia allo sportello e mette dentro la testa.
"Tutto fatto" dice.
Mette la bocca sulla mia e dopo un po' la toglie e sospira.
Io ingrano la prima e parto come un razzo.




CAPITOLO 8.

Cosa volete che vi dica? A me piace che i piedipiatti si vestano con una certa cura, e qualche volta un maggiordomo capita proprio a proposito.

 quasi mezzanotte quando arrivo in vista di Punta Bamba.
Mi fermo, entro in una tavola calda, e butto gi in fretta un piatto di fragole con le cipolle e un paio di bicchieri di Bourbon.
Poi mi faccio dare una bottiglia di Bourbon nuova e me la metto nella tasca interna della giacca.
Torno fuori e porto la macchina nei pressi della Casina del Golf.
Davanti alla villa dei Nofer Pifer vedo ferma una macchina coi fari spenti.
 della polizia e dentro ci dev'essere un piedipiatti con gli occhi aperti.
Ma ce ne deve essere un altro da qualche altra parte, pronto a saltare addosso a Mattino d'Autunno. La stanno cercando e forse sperano che appena le vien sonno torni a casa.
Costeggio la siepe che circonda il campo di golf, senza farmi vedere e quando arrivo dove c' la famosa apertura, sento qualcuno che mi lecca le caviglie.
Non pu essere che Greg. Lo riconosco dalla lingua e dal suo modo di usarla.
Gli do un colpetto dietro l'orecchio, poi mi verso del Bourbon nel palmo della mano e glielo faccio bere.
Deve avere la gola secca, a quest'ora, ma vedo che non risente delle fatiche ed  in ottime condizioni di salute.
Comunque  sempre meglio che non si strapazzi.
Gli do ancora da bere e quando arriviamo a met bottiglia smetto.
Lui mi fa il rapporto: tutto bene da queste parti.
"Ho bisogno di fare due chiacchiere col signor Nofer Pifer" dico "ma  necessario sistemare prima quei due piedipiatti. Se mi vedono non mi lasciano lavorare in pace. Cominciamo da quello sulla macchina?"
Greg approva, cos procediamo nell'ombra in punta di piedi, arrivo alle spalle del piedipiatti che sta seduto al volante e ascolta la radio, e con la nocca del dito indice gli do un colpo sulla tempia cos si addormenta come un sasso.
Greg mi aiuta a togliergli i pantaloni. Gli lasciamo solo la giacca che gli arriva fino alle reni. e il berretto che lo copre dalla fronte in su.
Metto il fagotto sotto il braccio e Greg mi fa segno di seguirlo.
Facciamo il giro della casa, e intanto ho occasione di notare che le stanze che danno sul terrazzo appena oltre il prato, sono illuminate.
Arriviamo in vista del secondo piedipiatti.
Se ne sta accucciato dietro una siepe, con la testa fuori, e fuma una sigaretta che tiene bene nascosta fra le mani a coppa, in modo da non far vedere la brace accesa.
Con la nocca dello stesso dito che ho usato prima, lo metto fuori uso, poi gli togliamo tutto tranne la giacca e il berretto e lo porto a sedere accanto all'altro sulla camionetta della polizia.
Tolgo una valvola della radio e la butto al di l della siepe.
"Abbiamo un po' di tempo a disposizione" dico; "tu resta nei dintorni e tieni gli occhi aperti, io vado a fare qualche domanda l dentro."
Greg mi accompagna per un pezzetto, poi sparisce nell'ombra.
Arrivo sul terrazzo e vado a curiosare dalle finestre delle stanze illuminate.
 una stanza sola, ma grande, con due finestroni a vetri e senza tende.
In fondo vedo un letto disfatto e sul pavimento, un enorme tappeto occupa tutta la camera.
In piedi sul tappeto, il signor Nofer Pifer, in pigiama a righe, colpisce con un ferro da golf una pallina cercando di farla entrare rotolando in un bicchiere rovesciato, a tre metri di distanza.
La pallina non entra e il signor Nofer Pifer fa un gesto di stizza.
Sulla destra vedo una porta che si apre, e un tipo dall'aspetto classico del maggiordomo, appare sulla soglia e si mette a disapprovare dicendo di no con la testa.
"Il signore ha bevuto tutta la limonata" dice. E intanto si china e raccoglie il bicchiere, lo mette sul tavolino.
Poi raccoglie la pallina da golf, e con garbo ma con fermezza, toglie di mano al signor Nofer Pifer il ferro.
"Mi dispiace signore, ma devo seguire rigorosamente gli ordini del medico" dice. "La prego, signore!"
Aggiusta il cuscino e sposta le lenzuola.
Il signor Nofer Pifer si stende sul letto, il maggiordomo lo copre, poi prende da un tubetto un paio di pastiglie e le porge al padrone.
"Buonanotte, signore" dice.
Si avvia alla porta, poi spegne la luce ed esce.
Giro intorno all'angolo ed entro da una porta finestra che d sul corridoio illuminato, giusto in tempo per vedere il maggiordomo che stacca la mano dalla maniglia.
"Salve" dico. "Vorrei scambiare due parole col signor Nofer Pifer."
Si mette davanti alla porta allargando le braccia e scuote la testa.
"Non si pu. signore" dice. "Il signor Nofer Pifer ha subito un forte shock e il medico ha dato ordine di non disturbarlo per nessun motivo. Domani star certamente meglio e potr rispondere a tutte le domande della polizia."
"E tu hai gi risposto alle domande della polizia?"
"No, signore" dice: "non ho ancora avuto il piacere di parlare con gli agenti: sono tornato soltanto da un'ora, ma sono stato informato di tutto dal personale del Circolo del Golf. Sono pronto a rispondere a tutte le domande che la polizia vorr farmi."
"Bene" dico; "perch non cominciamo subito, allora?"
"Siete della polizia?"
"Quasi" dico; "ma in un certo senso sono molto meglio."
Gli mostro le due paia di pantaloni che ho levato ai piedipiatti l fuori.
"Anzi" dico "se vuoi farti amico di quelli della polizia, dovresti dare un paio di colpi col ferro da stiro a queste due paia di pantaloni. Appartengono agli agenti qui fuori, e se vedono che qualcuno gli fa dei piaceri, sono meno rigorosi, lasciano correre di pi, insomma."
Prende i pantaloni al volo.
"Vogliamo scendere nella dispensa?" dice.
"Scendiamo pure" dico. "Battista?"
"Il mio nome  Andropulos" dice.
"Mi dispiace. Andropulos" dico.
"A me no" dice Andropulos.
Scendiamo per una scaletta, attraversiamo un piccolo atrio ed entriamo in un grande locale.
Andropulos getta i pantaloni su un tavolo, poi innesta la spina del ferro da stiro, va a prendere una spazzola.
"Desiderate del caff, signore?" domanda.
"Bourbon" dico, e faccio segno con la testa indicando un vaso di cristallo che sta su una mensoletta.
Prende il vaso e lo riempie di Bourbon, poi me lo mette davanti.
"Parlami della servit" dico. "Dov'era ieri, dov' oggi, e chi ."
"Due cameriere e una cuoca" dice; "tutti via da una settimana. Tornano la settimana prossima. Per tutto questo periodo, i signori Nofer Pifer mangiano alla Casina del Golf."
"E tu?" dico. "Dov'eri ieri? E cosa hanno fatto il signor Nofer Pifer. la moglie e la figlia? Dove eravate tutti tra le cinque e le otto del pomeriggio?"
"La signorina Bula e io siamo usciti alle tre" dice. "La signorina Bula  andata al tennis, io sono andato da mia sorella Costantinopola ad aiutarla a preparare i sottaceti come faccio sempre in questo periodo per sei o sette giorni. Il signor Nofer Pifer era nel prato e si allenava per la partita di oggi. La signora Gola era nella sua camera a leggere."
Sente se il ferro  caldo. Poi prende la spazzola e spazzola i pantaloni.
"Sono tornato alle cinque e trenta circa" dice; "verso quell'ora, interrompiamo la preparazione dei sottaceti, cos io ne approfitto per tornare a casa a vedere se al signor Nofer Pifer non occorra niente. Mia sorella Costantinopola abita a due passi da qui. vicino ai campi di tennis. Cos passando davanti ai campi di tennis ho visto la macchina della signorina Bula ferma sul piazzale davanti all'ingresso degli spogliatoi. Sono arrivato a casa. Il signor Nofer Pifer era disteso sul letto nella sua camera come di consueto a quell'ora."
"Dormiva?" domando.
"No. Decontrazione totale" dice. "Si rilassa sempre per almeno due ore il giorno prima di una competizione importante, dopo un intenso allenamento. Sono sceso per mettere ordine e raccogliere palline e ferri in fondo al prato dove normalmente il signor Nofer Pifer si allena. La signora Nofer Pifer era l."
"Come, era l?" domando.
"S" dice; "distesa, con la testa rotta e con in mano il 'putter'. Anche la signora Gola giocava a golf e si allenava spesso."
Tiro su col naso.
"Sicch" dico "ieri alle cinque e mezzo circa tu hai visto la signora Nofer Pifer assassinata e non hai detto niente!"
Scuote il capo e intanto prende il ferro da stiro.
"Non era il momento migliore, signore" dice. "La signora ha scelto un momento piuttosto indelicato per finire a quel modo, secondo me. Io dovevo evitare al signor Nofer Pifer qualsiasi emozione prima della partita. Questa era forse la partita pi importante della sua vita golfistica."
"E allora cos'hai fatto?" domando.
"Ho portato la ex signora Nofer Pifer nel bosco del campo di golf, qui di fronte" dice. "Non sapevo dove sistemare la salma provvisoriamente in un luogo dove non potesse venire trovata prima della fine della partita."
"E quello ti  sembrato un luogo sicuro?" domando.
Andropulos inumidisce una pezza di tela, la stende sui pantaloni e ci passa sopra il ferro da stiro lentamente. Intanto mi guarda.
"Certo, signore" dice. "Voi sapete com' il gioco del golf. Tutti cercano di tirare dritto, tutti fanno il possibile per non mandare la palla nel bosco. Secondo me le probabilit che trovassero la signora Gola prima del tempo erano molto scarse."
"E poi?" dico.
"Poi sono tornato da mia sorella Costantinopola a finire di preparare i sottaceti," dice "come il solito."
"E pensi che la polizia sia soddisfatta di quello che hai fatto?" dico.
Alza le spalle.
"Io penso di s" dice: "ho badato di mettere la signora Gola nella stessa identica posizione in cui l'ho trovata e con lo stesso ferro da golf stretto nel pugno."
Finisco il Bourbon e metto il vaso sul tavolo.
"E non ti  venuto in mente che possa essere stato il signor Nofer Pifer a far fuori la signora Nofer Pifer?" dico.
Prende il secondo paio di pantaloni e lo stende sul tavolo.
" improbabile che il signor Nofer Pifer abbia pensato di fare una cosa simile prima dell'incontro finale della coppa" dice. "Secondo me non era il momento giusto. Io l'avrei fatto molto tempo fa. O se ne fossi stato impedito, avrei rimandato a pi tardi."
"Dunque il signor Nofer Pifer aveva delle buone ragioni per liquidare la moglie" dico.
"Secondo lui no" dice: "non dico che fosse innamorato della signora Gola, ma non poteva ammettere che lei volesse sopprimerlo."
Lo guardo fisso.
"Cosa ne sai di questa faccenda?" domando.
"Ho avuto dei sospetti e ho fatto qualche indagine" dice.
"Con la collaborazione della signorina Bula?"
"Oh. no. La signorina non  al corrente delle mie ricerche. Ho fatto tutto da me. Se avete la bont di aspettare vi mostrer quello che ho trovato."
Mette il ferro da stiro su una graticola di metallo e sparisce. Ritorna dopo due minuti con una scatoletta di cartone.
Me la mette sotto il naso e la apre. Contiene una boccetta piccolissima e un pennellino.
Nella boccetta c' qualche goccia di un liquido denso e giallastro che sembra miele.
"Chillichene" dice.
Faccio un fischio.
"Ce n' tanto da ammazzare l'equipaggio di un transatlantico" dico. "Dove l'avete trovata, questa roba?"
"Fra le boccette e le creme per la toeletta della signora Gola" dice.
Non riesco a capire a che cosa doveva servire il pennellino. Ma per qualcosa  stato usato.
Tocco i peli coi polpastrelli del pollice e dell'indice e sento che sono attaccaticci.
Richiudo la scatoletta e me la metto in tasca.
"Oramai la signora Gola non pu pi usarla questa roba" dico; "comunque me la porto con me."
" stata una vera fortuna" dice Andropulos. ma non ha neanche finito di dire la frase che sento Gregorio che mi fa il segnale di pericolo.
"Arriva gente" dico; " meglio che non mi trovino qui."
"Squagliatevela da quella parte" dice Andropulos indicandomi una porta; "appena fuori di l c' una scaletta che porta all'uscita verso le autorimesse. "
Schizzo fuori perch sento dei passi, ma non me ne vado subito.
Mi curvo a guardare da un buco della serratura tanto grosso che quasi mi passa la testa e non sto neanche a domandarmi che razza di chiave adoperano.
Vedo entrare i due piedipiatti che hanno risolto il problema dei pantaloni, coprendosi le gambe con la capotte della macchina della polizia.
Tutti e due si mettono a urlare e si precipitano su Andropulos che deve abbandonare il ferro da stiro.
Mi viene da ridere, cos  meglio che me la squagli perch io quando rido proprio di gusto, faccio troppo rumore.

* * *

Arrivo alla decapottabile azzurra con Greg alle caviglie.
Salto su e il mio socio prende posto vicino a me.
Dovrei correre a vuotare il portabagagli sul tavolo del tenente Tram, ma come si fa, a quest'ora?
Anche la squadra omicidi ha il diritto di prendersi qualche ora di riposo, e molto probabilmente Tram sta russando nel suo letto.
Me li porto a casa e li tengo in fresco fino a domattina. Se vado adesso alla Centrale con questi qui. sono capacissimi di tenermi a dormire fin quando Tram non si  fatto la doccia e non si  messo il vestito nuovo.
E dopo una giornata come questa ho proprio bisogno di dormire nel mio letto.
Un momento, accidenti. Mi tocca cambiare idea.
Se vado a casa, non faccio nemmeno in tempo a disfarmi il nodo della cravatta che mi agguantano in cinquantamila.
Vado verso la citt, e intanto penso.
A un certo punto vedo alla mia destra un piazzale con sei o sette autocarri pieni di bidoni della spazzatura.
Mi fermo, scendo e vado a prendere due bidoni.
Per fortuna sono vuoti cos mi risparmio la fatica.
Li porto accanto alla trasformabile, apro il portabagagli, tiro fuori i due mascalzoni.
Sonno tenta di reagire appena gli tolgo il gomito dalla gola, ma non riesce nemmeno a muovere un dito.
Vedo che hanno adoperato un po' d'aria della ruota di scorta ma non mi preoccupo.
 difficile che mi si sgonfi una gomma, e nel caso, l'aria che  rimasta in quella di scorta  sufficiente.
"Niente paura" dico. "Facciamo un semplice trasloco."
Gregorio sta a guardare mentre io infilo Sonno nel bidone.
C'entra abbastanza facilmente, invece Pancia di Ferro  piuttosto grosso e devo fare una fatica del diavolo per metterlo dentro tutto.
Devo prenderlo a calci, fin quando sfonda la lamiera con la pancia.
Non importa. Va bene anche cos, e anche Greg approva.
Carico i due bidoni sulla macchina e marcio verso la Centrale.
Li scarico sul marciapiede proprio sull'angolo, poi vado avanti fino al primo bar aperto.
Salto gi, entro, corro al telefono, formo il numero di casa del tenente Tram.
Deve aver appena finito uno sbadiglio quando mi risponde.
"Scusa se ti disturbo" dico; "ma  urgente."
Sento che si sveglia di colpo.
"Pipa!" grida. "Dove sei?"
"Non fare domande inutili" dico "e ascolta. Telefona alla Centrale, avverti i tuoi che sul marciapiede l sull'angolo ci sono due bidoni della spazzatura."
Si mette a urlare al telefono.
"Non  l'ora di scherzare! Idiota, imbecille, delinquente."
"Non urlare in quel modo" dico; "potresti svegliare tutto il palazzo. Non scherzo affatto. Dentro ai bidoni ci sono due personaggi che ti interessano. Falli mettere sotto chiave e domattina ti diranno come hanno fatto a far fuori lo Zodiaco. Uno dei due ha ancora i segni sulla pancia. Mi ascolti?*
"Dove sei?" dice.
"Non ti preoccupare. Non negheranno se farai le domande giuste, in ogni caso c' un testimonio" dico. "Arrivederci a domani, forse, ma telefona subito alla Centrale, e avverti che uno dei due quando russa vuol dire che  sveglio."
Poso il ricevitore ed esco di corsa.
Salto sulla macchina e filo.
"E adesso sai dove si va?" domando. Vedo che Greg mi guarda e aspetta che gli dica dove si va.
"Ti riporto in clinica" dico. "Sei stato operato appena stamattina e non dovevi uscire cos presto. Tieni la coda tra le gambe e le orecchie abbassate. Io ti prendo in braccio quando entriamo."
Fa segno che ha capito e mi pare che si metta a ridere.
"Io dovr restare a tenerti compagnia" dico. "Cos in clinica nessuno verr a cercarmi."
Mi fermo davanti alla clinica. Scendo, giro intorno alla macchina, apro l'altro sportello e prendo in braccio il mio socio.
Il custode mi d un'occhiata.
"Credeva di farcela" dico; "invece gli ha preso un collasso. "
Il custode scuote la testa.
"Tutti cos i pazienti" dice. "Vogliono andarsene subito e non stanno neanche in piedi. Bisognerebbe legarli sul letto."
"Proprio" dico. " ancora libera la sua stanza?"
"S" dice. "Mando il dottore?"
"Non occorre" dico. "Basta l'infermiera che gli porti un sedativo. Ma ci penso io. Mi fermo anch'io cos non c' pericolo che se ne vada."
Passo oltre, salgo al primo piano, trovo la stanzetta e appena dentro metto in terra Greg e chiudo la porta a chiave.
Mi spoglio e mi infilo sotto le coperte.
Sento che Greg brontola e capisco che gli secca il fatto che in questo caso non abbia niente da fare.
"Abbi pazienza" dico. "Non puoi pretendere di fare qualcosa dopo aver subito un'operazione di appendicite. Hai gi fatto fin troppo, per conto mio."
Mi volto e dopo due minuti sono bell'e addormentato.
Quando mi sveglio c' la stanzetta piena di sole.
Guardo l'orologio e sono le dieci passate.
"Porco bue!" dico. "Che razza di dormita!"
Sento che bussano e vado ad aprire.
 l'infermiera con la colazione, e il medico col termometro.
"Pare che il paziente possa andare" dico. "Sta benissimo, stamattina."
Il medico lo visita, dice che tutto va bene e che possiamo prendere aria. Poi se ne va.
Dico all'infermiera di portarmi l'elenco dei telefoni e poi quando scende di avvertire l'amministrazione che mi prepari il conto.
Appena arriva l'elenco, lo sfoglio.
Trovo Busci, allevamento di pappagalli e formo subito il numero.
Mi risponde una donna e chiedo di parlare con la signorina Bula Nofer Pifer.
Due minuti dopo Mattino d'Autunno  al telefono e sento che rovescia nel ricevitore un fiume di lacrime.
"Cosa  successo?" dico.
"Vieni subito" dice lei.
Non sto nemmeno a domandarle il perch. Appendo il ricevitore, mi vesto ed esco.
Gregorio mi vien dietro.
Quando passo davanti all'amministrazione mi danno un foglio.  il conto.
"Va bene" dico. "Vi mander un assegno."
Do un'occhiata al foglio prima di metterlo in tasca e vedo che mi fanno pagare il gatto.
Accidenti ragazzi! Neanche fosse un siamese.
Dodici biglietti da mille un bastardo qualsiasi.
Stanno freschi. Ma non ho tempo di discutere adesso.
Salto sulla decapottabile e con Gregorio al fianco filo verso l'allevamento di pappagalli.




CAPITOLO 9.

La posta funziona - Ma rompiamo questo segreto epistolare e leggiamo tutti cosa dice il mittente - Che infortunio, signori!

Quando arrivo davanti alla casa dei Busci. vedo Mattino d'Autunno che mi aspetta sulla veranda.
Fermo la macchina e lei mi corre incontro e appena metto piede a terra mi butta le braccia al collo e mi versa un paio di litri di lacrime dentro il colletto.
Aspetto che abbia finito di versare fin l'ultima goccia, poi la prendo e la metto a sedere su una panchina di pietra davanti alla casa.
Dico a Greg di andare a fare un giretto per l'allevamento, poi intanto che Mattino d'Autunno si calma, vado a vuotarmi le tasche. Ho ancora i pezzi del mitra nelle tasche dei pantaloni, cos li prendo e li metto nel portabagagli.
Metto nel cassetto del cruscotto la scatoletta di cartone con dentro la boccetta e il pennellino, e torno da Mattino d'Autunno.
Adesso si  messa quieta e non piange pi.
Anche se ha gli occhi rossi non  meno bella del solito.
"Avanti, parla" dico; "sono qui che ascolto."
Ha in mano una busta e me la porge.
La prendo.  stata aperta col tagliacarte e dentro c' una lettera,
"Cos'?" dico.
"Una lettera di mio padre" dice; "me l'ha portata Andropulos."
"Come sapeva che sei qui?" domando.
"Ho telefonato stamattina presto per sentire come stava mio padre" dice; "dormiva ancora."
"Il telefono di casa tua dovrebbe essere sotto controllo" dico; "era pericoloso telefonare."
Lei alza le spalle.
"Non ha nessuna importanza" dice. "Leggi."
Tolgo la lettera dalla busta e leggo.

Bula mia cara,
 stato un brutto colpo, ma oramai  passata. Tu mi conosci e sei in grado di capirmi se ti dico che oramai non mi importa pi di niente. Appena finito questa lettera andr a consegnarmi alla polizia perch sono stato io a uccidere Gola. Ma non per liberarmi di lei: non ho mai creduto alle tue fantastiche storie sui suoi progetti per uccidermi, non perch fossi ciecamente innamorato di lei, ma perch ero certo che essa fosse un essere incapace di un atto del genere. Mi stavo allenando per la coppa e anche lei, come faceva spesso, era venuta ad allenarsi sul prato. Non so come si sia trovata improvvisamente alle mie spalle mentre mi esercitavo in un movimento col "drive". Forse nel prendere un altro ferro dalla sacca, mi era passata distrattamente accanto. Il fatto  che ho finito il colpo sulla sua tempia. Ti assicuro che non mi  stato facile resistere alle emozioni, ma quando pi tardi ho visto che il corpo non c'era pi, ho ripreso completamente la padronanza dei miei nervi e ho potuto rimandare ogni problema a dopo la conclusione della gara. Sono sicuro che tu capirai perch mi sono comportato come mi sono comportato fino a questo momento, perch sai quale importanza io davo a questa competizione. Purtroppo la fortuna non mi ha accompagnato, mia cara, cos ora non mi importa pi di niente. Ho ucciso ed  giusto che io paghi, ma soprattutto ho perduto la coppa per un solo colpo all'ultima buca e solo per questo merito di trascorrere in una cella il resto della mia vita. Sii felice, mio Bauletto adorato, ti abbraccio e ti bacio con tanto affetto, tuo padre.

Rileggo la lettera un'altra volta, poi guardo Mattino d'Autunno.
Sta strapazzando un fazzolettino bianco e tira su col naso con una frequenza di ventidue soffi al minuto.
"Mi pare tutto chiaro" dico. "Non occorreva star l a fare tutte le congetture che sono state fatte. Un caso semplice semplice nel suo insieme che si  complicato nei particolari chiss perch. Mi dispiace per tuo padre, ma spero che la pena non sar troppo severa. Baster che i giudici accettino la tesi della disgrazia."
"Cosa possiamo fare?" dice.
"Niente" dico. "Oramai non c' pi motivo di tenerti nascosta. Possiamo andare alla Centrale. Tuo padre dovrebbe essere gi l a quest'ora. Mi meraviglio che dopo la telefonata che hai fatto non siano venuti a cercarti."
Mi alzo e le metto una mano sotto il gomito.
"Andiamo" dico.
Si alza anche lei e ci avviamo insieme verso la decapottabile.
Ma non ho fatto neanche un passo che vedo il tenente Tram appoggiato al cofano, con le braccia conserte e con la sigaretta in bocca.
"To'" dico. "Stavamo proprio venendo alla Centrale."
"Una buona idea" dice il tenente Tram. "Peccato che non ti  venuta prima."
"A me le buone idee vengono sempre al momento giusto" dico; "prima non era il momento giusto. E come mai tu hai aspettato cos tanto per venire a catturare la colombella?"
"Be'" dice Tram " un pezzo che stiamo nei dintorni. Capirai, se insieme alla colombella potevamo catturare anche il piccioncino, era meglio, non ti pare?"
"Ti sei disturbato proprio per niente" dico; "stavamo venendo da te."
"L'hai gi detto prima" dice Tram; "e se lo dici un'altra volta finir per crederti. Avanti, monta in macchina. No. non su questa, su quella."
Mi fa un segno con la testa e indica una camionetta che viene avanti.
C' al volante Caucci.
"Tutti gli amici" dico. "C' anche il resto della compagnia?"
Arriva un'altra camionetta, un paio di piedipiatti salgono sulla decapottabile azzurra, io salgo sulla macchina di Caucci e un piedipiatti mi si mette al fianco. Tram sale su un'altra camionetta insieme a Mattino d'Autunno.
Faccio un segno di incoraggiamento a Mattino d'Autunno che mi risponde con un sorriso.
Stiamo per muoverci quando Greg arriva di corsa e salta sulla camionetta a fianco di Caucci.
"Porco mondo!" grida il sergente. "Via questa bestiaccia!"
"Sta' tranquillo" dico, "non ha voglia di sbranarti. Ha fatto l'operazione di appendicite solo ieri mattina, poi ha gi mangiato un gatto da quindici biglietti da mille. Adesso scommetto che gli fai nausea."
Greg si accuccia sul sedile e si mette il muso sulle zampe.
La camionetta del tenente Tram si porta alla testa e tutta la carovana si mette in marcia verso la Centrale.
Per tutto il percorso. Caucci non dice una parola. Appena tenta di aprire bocca, Greg ringhia.
" meglio che stai zitto" dico; "al mio socio non piacciono le tue freddure.  capacissimo di sospendere la convalescenza per farti rimangiare la battuta."
Cos tiene chiusa la bocca per tutto il viaggio.

* * *

Andiamo su nell'ufficio del tenente Tram.
Ma a Greg non piace quell'ambiente e prima di entrare nel palazzo, gli dico di andarsene per i fatti suoi. Oramai non c' pi bisogno di lui. e veramente questa volta non ce n' mai stato.
Se ne va trotterellando, e ci scommetto che va a cercarsi qualche cagnetta con la coda lunga per passare un po' il tempo in buona compagnia.
Va bene.
Io e Mattino d'Autunno ci sediamo davanti alla scrivania del tenente Tram. Lui va a prendere posto di fronte a noi.
"Bene" dice "siamo qua. Cosa devo fare adesso? Cavare fuori la vera storia dalla bocca della signorina Nofer Pifer col cavatappi?"
"Non c' bisogno di esprimersi in quel modo volgare" dico. "La signorina Nofer Pifer  disposta a rispondere a tutte le tue domande. Ti ho gi detto che eravamo diretti qui."
"Fa' conto che ti creda" dice Tram. "Avanti. dimmi cosa venivate a fare."
Gli metto davanti la busta, lui la prende, tira fuori la lettera e legge.
Legge un'altra volta e io non gli levo gli occhi di dosso, ma vedo che non si emoziona per niente.
Mattino d'Autunno ha ripreso il fazzoletto e lo tormenta. Ho paura che ricominci a piangere da un momento all'altro.
"E dov' questo signor Nofer Pifer?" dice Tram. "A quest'ora dovrebbe essere arrivato da un pezzo."
"Pu darsi che sia in istrada" dice Mattino d'Autunno.
"Non tarder" dico. "Intanto potresti dirmi se ti sono arrivate le pattumiere che ti ho spedito ieri.
"Tutto in regola" dice Tram. "Ricevuto, controllato e verificato. Il grassone aveva la pancia ammaccata, con tracce di sangue che apparteneva allo Zodiaco e con schegge di cristallo che appartenevano al fanale della tua automobile. Sonno ha confessato tutto anche se ha dovuto smettere di russare per tutto il tempo necessario, ma pare che avessero intenzione di ricattare la signorina qui presente a proposito di un incarico che la signorina ha affidato allo Zodiaco. Come vedete hanno chiacchierato molto volentieri. "
"Siete molto bravi" dico.
Tram alza le spalle.
"Oh, in tanti anni" dice "abbiamo imparato il mestiere. Pare che quell'incarico che dicevo un momento fa non vada molto d'accordo con questa lettera."
Batte la lettera contro il palmo della mano sinistra e intanto guarda Mattino d'Autunno.
Sto per rispondergli come si deve, ma suona il telefono.
Tram prende il ricevitore e ascolta.
"Va bene" dice. "Portamela."
Attacca il ricevitore, poi guarda me.
"Che bisogno avevi di portarti dietro il mitra?" domanda.
"Oh niente" dico. "Ho dovuto buttar gi i denti a Pancia di Ferro. Dovrebbe avertelo detto."
Entra un agente e mette sulla scrivania davanti a Tram la scatoletta di cartone con dentro la boccetta e il pennellino.
Tram la apre e guarda senza toccare.
Poi indica la boccetta a Mattino d'Autunno.
"Sapete cos'?" dice.
"Chillichene" dico.
Mattino d'Autunno si volta di scatto verso di me e mi guarda.
Tram riconsegna la scatoletta all'agente.
"Tutti gli esami entro cinque minuti" dice.
L'agente prende la scatoletta e sparisce.
Tram torna a fissare Mattino d'Autunno.
"Mi spiegate" dice "cosa stava a fare quella roba dentro al cassetto del cruscotto della vostra auto?"
Lei lo guarda sbalordita.
"Nel cruscotto della mia auto?" dice.
"Gi" dice Tram. "Proprio nel cruscotto della vostra auto."
"Ce l'ho messa io" dico.
"Bravo!" dice Tram. "Mi piace la gente che si sacrifica."
"Non mi sacrifico un bel niente" dico. "La scatoletta me l'ha data il maggiordomo Andropulos che l'ha trovata fra gli oggetti da toeletta della signora Gola Nofer Pifer."
"E tu l'hai messa nel cruscotto della macchina della signorina" dice. "Sei abbastanza svelto a inventare le storie."
Prende di nuovo la busta, ne toglie la lettera e legge.
"... non ho mai creduto alle tue fantastiche storie sui suoi progetti per uccidermi... ero certo che essa fosse incapace di un atto del genere. Queste affermazioni di vostro padre hanno qualcosa a che fare con quella boccetta?"
"Gola ha tentato di ucciderlo diverse volte" dice Mattino d'Autunno "ma lui non ha mai voluto crederlo."
"Non vedo molto chiaro in questa faccenda" dice Tram.
"Oramai" dico "non ha pi tanta importanza. Lei non pu pi nuocere a nessuno."
"Gi" dice Tram. "Qualcuno ha gi nuociuto a lei. Ma voglio vedere bene cosa c' sotto a questa storia che mi ha tutta l'aria di una mess'in scena."
Suona il telefono e Tram prende il ricevitore.
"S" dice, e sta ad ascoltare senza parlare, intanto batte il tempo con la lettera sul piano della scrivania.
"Va bene" conclude, e attacca. Poi si volta verso di me.
"Proprio Chillichene" dice. "Sul pennello ci sono le tue impronte. E sulla boccetta quelle della signorina. Per la precisione le impronte della signorina ce le siamo procurate ancora da ieri."
"Quella boccetta" dice Mattino d'Autunno " una boccetta di acetone per le unghie. Pu darsi che fosse mia. Le butto via tutte quando sono vuote. "
"E pu darsi" dico "che la signora Nofer Pifer l'abbia raccolta e l'abbia usata per il Chillichene facendo attenzione di non cancellare le impronte della signorina."
"Pu darsi un sacco di cose" dice Tram. "Intanto questo signor Nofer Pifer non viene."
Mi alzo, accendo una sigaretta e faccio quattro passi avanti e indietro.
La faccenda della lettera e della boccetta non piace nemmeno a me. porco bue!
Tram prende dal cassetto l'assegno e lo mette sotto il naso di Mattino d'Autunno.
" vostro?" dice.
"S" dice Mattino d'Autunno. "Ho assunto il signor Chico Pipa perch indagasse sulla mia matrigna. Volevo che provasse a mio padre che lei tentava di ucciderlo."
Mi avvicino pian piano, poi allungo una mano e afferro l'assegno.
Lo strappo in tanti pezzettini e lascio cadere i pezzettini sulla pettinatura di Mattino d'Autunno.
"Oramai non serve pi" dico.
Il telefono si mette a suonare un'altra volta cos Tram  costretto a rinviare la frase che stava per dire e prende il ricevitore.
"S?" dice. Poi sta ad ascoltare e intanto guarda fisso davanti a s.
Dall'espressione si direbbe che dorma.
"Continuate" dice dopo due minuti. Sta ad ascoltare altri tre minuti poi appende e sospira.
Si appoggia allo schienale della seggiola" prende una sigaretta e l'accende.
"Bene" dice. "Credo che siamo arrivati alla conclusione della faccenda."
Apre ancora il cassetto e butta sulla scrivania i miei documenti e il mio portafoglio.
"Tu puoi venire con me" dice" ma non perch sei libero di andare e venire; perch voglio averti a portata di mano se mi venisse voglia di pestarti il muso. La ragazza invece sta qui, e non si muove fin quando torno."
Lei diventa bianca come una cambiale e spalanca in faccia a Tram due occhi grandi come due piattini da t.
Mi pianto davanti alla porta, con le mani in tasca.
"Senti, tenente." dico "adesso basta. Non ho pi voglia di giocare a mosca cieca. Io sto dove sta la ragazza, intesi.? E se io debbo venire con te, la ragazza viene con me. Va bene?"
Guarda prima me. poi lei, poi ancora me.
Poi alza le spalle.
"Capisco" dice. "Pu darsi che ti venga voglia di pestarle il muso, e posso anche concederti questa soddisfazione. Andiamo." Mattino d'Autunno si alza ma sono costretto ad aiutarla perch le gambe non la tengono su.
"Dove andiamo?" domanda.
"Non lo so" dico "e Tram non lo dice fin quando non siamo arrivati."
La porto quasi di peso fino all'ingresso, e la carico su una camionetta gi pronta col motore acceso e un piedipiatti al volante.
Un altro piedipiatti le siede vicino.
Io prendo posto su un'altra camionetta accanto al tenente Tram. Al volante c' Caucci e vedo che ghigna.
Non ho voglia di occuparmene.
La nostra macchina prende la testa di un lungo corteo di altre macchine.
Dietro la nostra c' quella con Mattino d'Autunno, poi vengono le altre.
Fotografi, squadra scientifica, medico legale, e quelli dell'Obitorio.
"Si va a prendere qualcuno che non ce la fa a camminare da solo?* dico.
"Gi" dice il tenente Tram. "E non hai idea di chi sia il tizio?"
"No" dico.
"Strano. Dovresti immaginartelo. Il signor Nofer Pifer" dice. "C' stato qualcuno che si  messo al posto della signora Gola e l'ha fatto fuori. Non credo che lei abbia lasciato l'Obitorio da quando ce l'abbiamo portata noi ieri."
Devo digerire la notizia e resto immobile per un po'.
Poi guardo il profilo del tenente Tram.
"E come  morto?" domando.
"Veleno" dice Tram. "Probabilmente Chillichene."
Sento parlare un po' troppo di questo Chillichene, porco bue!
Qualcosa comincia a bollirmi all'altezza delle ginocchia e sale su, sale su.
Mi vengono in mente un mucchio di cose ed  come se buttassi legna sul fuoco.
Forse qualcuno mi vede uscire il fumo dalle orecchie quando la macchina si ferma davanti alla villa verde pisello dei Nofer Pifer.
Non posso permettere che una bella ragazza che somiglia a un Mattino d'Autunno mi faccia passare per imbecille!
La camionetta che ci segue si  fermata dietro la nostra e io corro ad aprire la portiera.
Mattino d'Autunno scende e allora cominciano a piovere sberle che  costretta a correre a rifugiarsi sotto il portico davanti all'ingresso.




CAPITOLO 10.

Era cos facile! Ma la ragazza  in gamba e ve ne accorgerete - E poi guardate come si conclude - Perch non provate anche voi?

Ragazzi, a un certo punto uno  costretto a domandarsi se ha fatto bene o se ha fatto male a comportarsi come si  comportato.
Io sono convinto, malgrado tutto, che  sempre meglio non pentirsi mai di quello che si  fatto, anche perch quando una cosa  fatta non c' pi modo di tornare indietro per non farla pi.
Anche se non capite quello che voglio dire, non importa.
Il fatto  che bisogna vedere Mattino d'Autunno, gente!  una cosa che fa piangere anche uno squartatore professionista, a vedere come si comporta davanti al padre defunto.
Il tenente Tram la guarda e scuote la testa.
"Adesso basta con le commedie" dice. "Portatela via che noi dobbiamo lavorare."
Il dottor Tell si avvicina alla ragazza e le passa un braccio attorno alle spalle.
"Venite" dice "vi dar un calmante."
La porta fuori, e adesso devo descrivervi la scena. se permettete.
Siamo nello studio del signor Nofer Pifer.
A una parete un grande scaffale pieno di coppe d'argento e di altri metalli, tutti trofei vinti al Golf, immagino.
Dirimpetto all'ingresso una grande scrivania. quasi nel centro del locale un piccolo tavolino a ruote carico di roba da mangiare.
Vedo pomodori maturi, uova fresche, prosciutto, pane tostato, latte, fichi d'India e caff.
A sinistra della scrivania, guardando, una poltrona, tra la poltrona e la scrivania il corpo del signor Nofer Pifer disteso a terra in una posizione assai strana.
Immaginate uno che ha infilato il braccio destro nella manica della giacca, e con la mano sinistra tiene la giacca per il risvolto.
Insomma come se fosse caduto nell'atto di infilarsi la giacca, se mi sono spiegato abbastanza.
Non occorre che vi dica altro.
Il maggiordomo Andropulos  in piedi accanto alla porta e manda gi saliva come se stesse succhiando un chilo di caramelle.
I fotografi stanno gi lampeggiando da tutte le parti e altri piedipiatti prendono misure, impronte e mettono da parte mozziconi di sigarette.
Succede tutto quello che succede quando i tecnici arrivano sul luogo del delitto, insomma, e non  uno spettacolo che diverta molto, vi assicuro.
Tram fa un cenno al maggiordomo Andropulos e si avvia.
Io li seguo, ma Caucci si mette in mezzo.
" meglio che stai alla larga" dice. "Non sta bene curiosare nelle faccende degli altri."
"Queste sono anche faccende mie" dico, e intanto gli prendo il berretto con tutte e due le mani e glie lo faccio scendere fino al collo.
Poi passo nell'altra stanza dove Tram ha gi fatto entrare Andropulos.
"Se non vi d fastidio il fumo, rimango anch'io" dico; "cos ti risparmio la fatica di raccontarmi tutto dopo."
Accendo una sigaretta.
Tram alza le spalle e guarda Andropulos.
"Ditemi cosa  successo" dice. "Tutto. Fino ai pi piccoli particolari."
"Stamattina il signor Nofer Pifer si  alzato molto per tempo" dice Andropulos. "Mi  sembrato perfettamente guarito dal brutto colpo di ieri. Gli ho chiesto come si sentiva e mi ha risposto che si sentiva perfettamente in forma. Ha fatto il bagno, si  vestito ed  venuto qui nello studio con la giacca sul braccio. Appena dentro butta la giacca sulla poltrona e siede alla scrivania. Va bene cos?"
"Benissimo" dice Tram. "Continuate."
"Vedo che prende un foglio di carta da lettere e io esco. Vado a preparare la colazione come tutte le mattine. Pomodori maturi, uova, prosciutto. pane tostato, fichi d'India, latte e caff, come potete vedere l sul tavolino. Impiego un po' di tempo a tostare il pane e ad affettare il prosciutto, e quando torno con la colazione sta finendo di scrivere la lettera. Metto il tavolino dov' adesso e intanto il signore mi domanda se so dove si trova la signorina Bula. Dico che ha telefonato stamattina per avere sue notizie. Si era fermata a dormire dai Busci. Capita che qualche volta si trattenga la notte dalla sua amica Blanda. Mi dice che devo consegnarle il pi presto possibile quella lettera. Io gli dico che andr subito col furgoncino della spesa e sto ad aspettare che mi dia la lettera."
Vedo che Tram non perde una sola parola e anch'io sto molto attento.
"Andate pure avanti cos, Andropulos" dice Tram. "Non dimenticate tutti i particolari."
"Faccio del mio meglio, signore" dice Andropulos. "Il signor Nofer Pifer asciuga la lettera con la carta assorbente e si alza in piedi. Mi dice di non cercarlo quando torner. Lui deve uscire subito per certe faccende e non far nemmeno colazione. Dico che va bene, signore, allora lui prende una busta, piega la lettera e ce la infila dentro. Sempre stando in piedi scrive sulla busta 'per Bula'. poi chiude la busta e me la consegna. Io dico: 'Vado subito, signore'; volto le spalle apro la porta. Mentre sto uscendo vedo che allunga una mano e prende la giacca dalla poltrona, infila nella manica il braccio destro e io chiudo la porta e vado."
"Non l'avete sentito cadere?" dice Tram.
"No, signore" dice Andropulos. "Le porte hanno uno spessore notevole e anche il tappeto."
"Quando siete tornato?..."
"La signorina Bula era dai Busci. come aveva detto al telefono, cos in tre quarti d'ora circa ero gi di ritorno. Ho lasciato il furgoncino al solito posto e ho cominciato le solite faccende. Dopo una buona oretta m' venuto in mente che il signore aveva detto che non avrebbe mangiato, cos sono entrato nello studio per prendere il tavolino e riportarlo in cucina. Il signore era l per terra, morto e io ho telefonato subito alla polizia."
"Sol tavolino della colazione non  stato toccato niente?" domanda Tram.
"Assolutamente niente" dice Andropulos. "Il signore non si  nemmeno avvicinato al tavolino."
"Potrebbe averlo fatto dopo che siete uscito" dice Tram.
Schiaccio il mozzicone nel portacenere.
"Pare che il signor Nofer Pifer" dico "sia caduto fulminato nell'istante in cui il signor Andropulos qui presente, stava chiudendo la porta. Infatti l'ultima volta che il signor Andropulos l'ha visto, stava infilando il braccio destro nella manica destra della giacca."
"A te nessuno ti ha chiesto niente" dice Tram.
Sento la porta che si apre e mi volto.
 il dottor Tell che entra.
"Puoi dirmi di che veleno si tratta?" domanda Tram.
"Chillichene, non c' dubbio" dice il dottor Tell. "Lo si vede dalla colorazione gialla a strisce blu del lobo dell'orecchio."
"In quanto tempo agisce il Chillichene?" domanda Tram.
"Ah, non pi di un minuto, settanta secondi al massimo" dice il dottor Tell, " straordinariamente violento, paragonabile a una scarica elettrica ad alta tensione, meno rapida ma della stessa intensit. Posso darti pi ampi particolari pi tardi, se vuoi."
"Pu essere stato mescolato con qualche cosa. come caff, t, o altro?" dice Tram.
"Non occorre" dice il dottor Tell; " sufficiente inumidire col veleno l'orlo di una tazza o di un bicchiere."
Faccio un fischio.
Accidenti che razza di pianta, la Chillifera!
Tram guarda fisso il maggiordomo Andropulos.
"Dunque in quei settanta secondi prima che voi usciste dallo studio" dice "il signor Nofer Pifer ha messo in bocca qualcosa."
"No signore. Assolutamente niente" dice Andropulos.
"Pensateci bene" dice Tram; "qualcosa che voi avete portato con la colazione."
"Non si  mosso dalla scrivania" dice Andropulos.
Tram si alza e si mette a passeggiare avanti e indietro.
"Dovr portarvi alla Centrale" dice. "L potrete concentrarvi meglio e vedrete che finirete per ricordare."
"Sissignore" dice. "Ma non ha toccato niente di quello che ho portato dalla cucina."
Il dottor Tell si avvia.
"Ho fatto portar via tutto" dice. "Di l abbiamo finito."
Torniamo nello studio.
Il signor Nofer Pifer non c' pi e gli agenti se ne sono andati. Rimane Caucci in piedi accanto al tavolino della colazione.
Sul tavolino sono rimasti soltanto i pomodori e le uova. Il resto ha preso la strada del laboratorio.
"Si poteva saperlo subito cosa c'era di avvelenato"' dico. "Bastava far mettere in bocca a Caucci tutto quello che c' qui intorno e star a vedere."
Caucci tenta di darmi un calcio ma gli prendo il piede e lo chiudo tra i battenti della finestra.
Sento il telefono che suona e il tenente Tram si precipita all'apparecchio, prende il ricevitore e parla.
"S, sono il tenente Tram" dice. "Ah. sei tu? Bene, racconta."
Sta ad ascoltare e intanto prende appunti sulla carta da lettere del signor Nofer Pifer.
Vedo Mattino d'Autunno che entra e viene avanti.
 in gamba, gente, quella ragazza. Sembra abbia fatto una cura ricostituente in quei pochi minuti che  stata via, tanto  arzilla e piena di vita.
Ha gli occhi appena appena arrossati, ma bisogna guardarli a lungo per accorgersene.
Io li guardo a lungo e me ne accorgo.
Lei mi butta addosso un'occhiata che quasi mi manda a gambe all'aria, tanto che devo aggrapparmi alla scrivania per non cadere.
Si ferma in mezzo alla stanza e si mette le mani sui fianchi.
Quando sta per parlare sento il ricevitore del telefono che sbatte sul supporto e la voce di Tram che grida:
"Porco mondo! Ma come ha fatto?"
Si alza di scatto e quasi manda la sedia a rovesciarsi sul tappeto.
" stato accertato che la signora Gola Nofer Pifer ha acquistato due piante di Chilifere sei mesi fa. Si  recata personalmente alle isole Berenici, e si  fatta spedire le piante fermo in posta. Fra le sue carte sono stati trovati appunti sul modo di estrarre il Chillichene dal fiore della Chilifera. Tutto fa credere che sia stata lei ad avvelenare suo marito. Ma porco mondo,  dall'altro ieri che  defunta."
"Fossi in te" dico" manderei qualcuno subito all'Obitorio per vedere se  ancora l. e se ha un alibi per le prime ore di stamattina."
"Imbecille!" grida Tram. "E se lei non ha potuto farlo, aveva un complice. O una complice."
Tram guarda Andropulos e poi Mattino d'Autunno.
Mattino d'Autunno socchiude gli occhi e parla quasi senza aprire la bocca.
"Dovreste tenere la testa nella paglia" dice; "chiss che non vi maturi qualche idea migliore."
Poi marcia verso la scrivania, siede, prende un foglio di carta da lettere e scrive.
"Se avete qualcosa da confessare" dice Tram "potete farlo anche a voce, per il momento, metterete pi tardi, per iscritto."
Mattino d'Autunno alza la testa e mi guarda.
"Non avete voluto credermi" dice "e sarete responsabile voi di ci che accadr, se quel che penso io  giusto."
Poi ricomincia a scrivere.
Le spunta una lacrima, poi un'altra.
Stiamo ad aspettare e intanto penso alla boccetta e al pennellino. Al signor Nofer Pifer che l alla stessa scrivania scrive una lettera e la mette in una busta e dopo settanta secondi muore fulminato.
Avvelenato.
Senza aver messo niente in bocca.
Mattino d'Autunno finisce, asciuga con la carta assorbente, mette la lettera nella busta, scrive qualcosa sulla busta, poi socchiude la bocca e vedo la punta della lingua che si affaccia fra le labbra.
Avvicina la busta alle labbra e allora un lampo mi scoppia nel cervello.
Faccio un sacco di cose nello stesso istante, ma per dirle devo dirle una dopo l'altra, abbiate pazienza. e cos impiego un mucchio di tempo mentre invece tutto succede in una brevissima frazione di secondo.
Afferro un pomodoro e lo scaglio con violenza.
Che precisione, gente! Il pomodoro arriva e si spappola proprio in pieno viso, tra la punta della lingua e l'orlo gommato della busta.
"Ferma!" grido.
Nello stesso tempo mi slancio, afferro la busta e la strappo di mano a Mattino d'Autunno.
Mattino d'Autunno mi guarda con gli occhi spalancati, attraverso le bucce di pomodoro, poi attraverso il sugo intravedo un leggero sorriso che per scompare subito. Mattino d'Autunno abbandona le braccia lungo i fianchi e la testa all'indietro e sviene.
Mi volto verso il tenente Tram che mi sta guardando come se avessi appena compiuto la traversata del deserto Sahara a nuoto.
"Presto" dico. "Manda la busta che hai in tasca, questa busta e le altre buste del signor Nofer Pifer, al laboratorio della Centrale. Esaminare l'orlo gommato."
Tolgo dalla busta la lettera che Mattino d'Autunno ha appena scritto e consegno la busta al tenente Tram.
Tram la mette insieme alle buste nuove e a quella che ha in tasca e contiene la lettera del signor Nofer Pifer.
"Fila. Caucci" dice, e gli consegna il pacco. "Hai sentito cosa voglio sapere fra pochi minuti. Via!"
Caucci sparisce e Tram mi guarda.
"Come diavolo ti  venuta in mente una cosa simile?" dice.
"Pensavo al pennellino" dico "e osservavo la bionda mentre faceva le stesse cose che faceva suo padre."
Apro la lettera che la ragazza ha appena finito di scrivere.
Lei pu stare dov'. Quel po' di condimento che ha in faccia non le fa male, e a un certo momento finir per svegliarsi.
"Cosa ha scritto su quel foglio?" domanda Tram.
"Vuoi che legga ad alta voce?"
"Leggi" dice.
"Se ho sospettato giusto" leggo "il veleno non pu essere che in un solo posto, nell'unica cosa che mio padre ha toccato con la lingua: sul bordo gommato della busta che mi ha mandato. Immagino che Gola abbia avvelenato pi di una busta per garantirsi il risultato. Ma questi idioti sospettano anche di me e non hanno abbastanza cervello da arrivare alla verit. L'unico modo di dimostrare agli imbecilli la mia innocenza  quello di fare la stessa fine di mio padre. Se ho ragione non mi importa vivere senza di lui. E vedrete tra poco se ho ragione. Idioti!"
"Ce l'ha con te" dico agitando il foglio. "C' scritto proprio idioti."
"Be', col tempo ci sarei arrivato, naturalmente" dice Tram.
"Sempre troppo tardi, si capisce" dico. "Lei stava decisamente leccando il bordo gommato. Se non c'erano i pomodori non arrivavo in tempo."
Sento qualcosa che si muove dietro di me. Mi volto.
 Andropulos che fa un perfetto inchino.
"La ringrazio, signore" dice; "sono molto affezionato alla signorina Bula. Io l'ho vista nascere. Posso fare qualcosa? "
"Non c' niente da fare" dico; " gi stato fatto tutto."
Fa un altro piccolo inchino e si allontana in punta di piedi.
Prendo il ricevitore e faccio il numero del mio ufficio.
Sento subito lo scatto della cornetta e una voce che abbaia.
"Ciao Greg" dico. "Qui  tutto risolto e tutto a posto. Ti raccomando, sta' tranquillo e non agitarti troppo, la prossima volta avr bisogno di te e ti voglio in piena salute."
Greg abbaia allegramente, poi riprende la cornetta coi denti e la rimette al suo posto.
Fa sempre cos quando risponde al telefono.
Rimetto a posto la cornetta anch'io e intanto vedo che Bula apre gli occhi e mi guarda.
"Ti sei svegliata" dico.
Lei fa cenno di s col capo e un po' di sugo le scivola dalla guancia sulla spalla.
Suona il telefono ed  Tram che risponde.
Sta ad ascoltare e approva col capo, guardando me e Mattino d'Autunno.
Poi appende.
"Hanno fatto prestissimo" dice. "Chillichene sull'orlo gommato della busta mandata dal signor Nofer Pifer, della busta scritta dalla signorina e su altre due buste. Avevate indovinato."
"Hai corso un bel rischio" dico a Mattino d'Autunno.
Lei alza le spalle e una lacrima le spunta sul ciglio e si mescola col sugo.
"Bene" dice Tram; "dovrete farvi vedere alla Centrale per concludere la faccenda. Io vado."
Volta le spalle e si allontana.
Io mi avvicino a Mattino d'Autunno, mi chino su di lei.
"Capisco che non  il momento" dico "e ti chiedo scusa, ma un bacio al pomodoro non l'ho mai preso."
Ottimo. Ve lo consiglio.
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FINE.
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Nota - Se vi venisse in mente di usare il Chillichene. ve lo sconsiglio perch non esiste.  un veleno che ho inventato io, quindi vi conviene tornare ancora al vecchio, tradizionale arsenico, o a qualche altro ritrovato pi facilmente reperibile.
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FINE.